Nel nostro Comune risiede una coppia di coniugi pensionati, trasferitasi nel mese di febbraio 2025 da altro Comune.
La moglie ha trasferito la propria residenza nel nostro Comune, mentre il marito ha mantenuto la residenza anagrafica nel precedente Comune di provenienza.
I coniugi, tuttavia, si spostano abitualmente e con una certa regolarità tra i due Comuni, soggiornandovi per periodi di durata variabile. Tale situazione si protrae nel tempo, con una presenza alternata in entrambi i territori.
Alla luce di tali circostanze, si chiede se sussistano i presupposti per procedere d’ufficio all’iscrizione anagrafica del marito nel nostro Comune, anche in assenza di una dichiarazione anagrafica presentata dall’interessato.
In particolare, si chiede se possano assumere rilievo, ai fini dell’accertamento della dimora abituale, gli esiti di verifiche effettuate nel tempo dalla Polizia locale, anche attraverso accertamenti coordinati con la Polizia locale dell’altro Comune interessato, volti a documentare la presenza effettiva e abituale del cittadino nel nostro territorio.
Si chiede inoltre se un’eventuale iscrizione anagrafica d’ufficio, fondata sugli elementi raccolti attraverso tali accertamenti, possa essere oggetto di contestazione o impugnazione da parte dell’interessato e quali siano, in tal caso, i principali profili di possibile censura.
Infine, si chiede quale sia l’iter amministrativo più corretto da seguire per procedere all’eventuale iscrizione anagrafica del marito nel nostro Comune, tenuto conto della sua presenza abituale e continuativa sul territorio e della contemporanea permanenza, per periodi variabili, nel precedente Comune di residenza.
Iscrizione d’ufficio del coniuge nel Comune di effettiva dimora abituale in presenza di residenze
Come procedere?
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