L’ultimo report dello European Migration Network (EMN) analizza le misure di integrazione precoce destinate ai richiedenti protezione internazionale nei paesi membri e osservatori della rete. Il documento esamina tipologie di interventi, modalità di erogazione, autorità responsabili e finanziamenti, offrendo una panoramica comparata su come 25 Punti di Contatto Nazionali sostengono l’autosufficienza dei richiedenti già durante la procedura di asilo.
Per approfondire il tema della protezione internazionale ti consigliamo il volume Stranieri e comunitari L’opera dedica un intero capitolo alla gestione dei richiedenti protezione internazionale, affrontando in modo sistematico le principali questioni di interesse pratico: dalla domanda di protezione internazionale al rilascio del relativo permesso di soggiorno, dal diritto all’iscrizione anagrafica alle peculiarità del procedimento, fino alla cancellazione anagrafica e al rilascio della carta d’identità. Particolarmente utile per gli operatori è inoltre la presenza di un ricco apparato di modulistica e di schemi operativi, che consente di disporre immediatamente dei modelli necessari per la gestione delle diverse pratiche, agevolando il lavoro quotidiano degli uffici e favorendo una corretta applicazione delle procedure previste dalla normativa.
Indice
Cosa sono le misure di integrazione precoce
L’EMN definisce «misure di integrazione precoce» qualsiasi attività volta a sostenere l’integrazione e l’autosufficienza dei richiedenti protezione internazionale durante la procedura di asilo e accoglienza, prima della decisione finale sulla domanda. Il rapporto si fonda sui contributi di 25 Punti di Contatto Nazionali, che comprendono 23 paesi membri EMN, la Serbia e l’Ucraina. La maggior parte dei paesi attua tali misure, ma accesso, copertura e priorità variano sensibilmente: alcune nazioni le riservano a categorie specifiche, come i richiedenti vulnerabili. Il coordinamento avviene soprattutto a livello nazionale, tramite ministeri o agenzie per l’accoglienza, con il supporto delle autorità locali e la collaborazione delle ONG.
Le tipologie di intervento e il supporto su misura
Le misure più diffuse riguardano corsi di lingua, orientamento civico e culturale, orientamento professionale e inserimento nel mercato del lavoro. I servizi sono generalmente gratuiti e, nella maggior parte dei paesi, la partecipazione è volontaria; dove esistono moduli obbligatori, come lingua o formazione civica, questi restano vincolati alle regole del sistema di accoglienza. Sedici paesi membri e la Serbia adattano gli interventi in base a età, genere, vulnerabilità, qualifiche o istruzione, con sostegni mirati per bambini, donne, minori non accompagnati e persone vulnerabili. In 22 paesi membri e in Serbia l’informazione ai richiedenti passa attraverso le strutture di accoglienza e utilizza:
- piattaforme digitali, siti web e canali social;
- materiali stampati come volantini e brochure;
- passaparola nelle reti e comunità di richiedenti.
Criticità e buone pratiche
Sul piano operativo i paesi segnalano diverse difficoltà: vincoli di bilancio, carenza di personale, frammentazione organizzativa, tempi di attesa prolungati e pressioni esterne legate alle fluttuazioni degli arrivi e a manifestazioni di ostilità locale. La valutazione d’impatto resta debole: solo Germania e Lettonia adottano approcci sistematici, mentre gli altri paesi ricorrono a monitoraggi indiretti. Tra le buone pratiche il report indica:
- intervento tempestivo e precoce;
- trasparenza nella fornitura delle informazioni;
- apprendimento linguistico e formazione civico-professionale;
- stretto coordinamento tra autorità pubbliche, società civile e comunità locali.
Ti consigliamo
Stranieri e comunitari
La gestione dei cittadini stranieri e comunitari costituisce da sempre uno degli aspetti più delicati dell’attività dell’ufficio anagrafe, in considerazione delle complessità derivanti da un quadro giuridico molto articolato ed in costante evoluzione. Le normali procedure anagrafiche devono necessariamente confrontarsi con la disciplina nazionale in materia di immigrazione per i cittadini di paesi terzi e con la normativa di matrice comunitaria per la libera circolazione e il soggiorno dei cittadini dell’Unione Europea. L’obiettivo dell’opera è quello di mettere a disposizione degli operatori uno strumento pratico, di facile consultazione, che riesca a delineare in modo chiaro ed esaustivo le corrette procedure da applicare nei singoli casi. Dopo i primi due capitoli dedicati alla ricostruzione del quadro normativo rispettivamente in materia di immigrazione dei cittadini extraUE e di libera circolazione dei cittadini comunitari, il volume illustra con un approccio prevalentemente pratico le diverse attività che l’ufficiale d’anagrafe è chiamato a porre in essere relativamente alle iscrizioni, mutazioni e cancellazioni anagrafiche, ponendo in risalto la diversa incidenza nel procedimento amministrativo delle condizioni di regolarità e di legalità del soggiorno. Il volume analizza inoltre le specificità dei richiedenti protezione internazionale e dei cittadini del Regno Unito dopo la Brexit. Un intero capitolo è dedicato alla complessa tematica dell’attestazione di soggiorno permanente dei cittadini comunitari. Da ultimo è affrontata la recentissima questione della protezione temporanea accordata ai profughi ucraini in fuga dal conflitto bellico. L’opera è corredata da tutta la modulistica necessaria per agevolare il lavoro degli operatori, quest’ultima disponibile anche in versione compilabile. William Damiani Funzionario comunale, esperto in materia di Anagrafe e Diritto Amministrativo.
William Damiani | Maggioli Editore 2022
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento