CITTADINI STRANIERI - Strategie per l’immigrazione, Alfano riferisce alla Camera

Il ministro sulla gestione dei flussi migratori: con Triton «l'Europa scende in mare per presidiare la frontiera del Mediterraneo». Presidenza italiana Ue al lavoro per un sistema europeo di asilo

Tra 2 giorni Mare Nostrum compirà un anno, durante il quale sono stati soccorsi in mare poco meno di 100.000 migranti, dei quali quasi 9000 minorenni, mentre si calcolano quasi 3.000 tra vittime e dispersi. Sul fronte del contrasto, sono stati arrestati oltre 500 scafisti e sequestrate 3 navi ‘madre’, cioè quelle che trasportano i migranti a una certa distanza dalle coste per poi abbandonarli. Questo il bilancio dell’operazione, riferito oggi pomeriggio a Roma dal ministro dell’Interno Angelino Alfano all’assemblea della Camera dei Deputati durante l’informativa sugli sviluppi delle iniziative in materia di gestione dei flussi di migranti nel Mediterraneo.

I dati sono «un’eloquente testimonianza» che ha portato all’Italia «l’apprezzamento internazionale».

Mare Nostrum però, ha ricordato Alfano, ha una «natura emergenziale» ed è per questo «strutturalmente inadeguata» ad affrontare la situazione, il momento storico, caratterizzato da un aspetto geopolitico fondamentale: i flussi migratori nel Mediterraneo, ha sottolineato il ministro, «sono aumentati a dismisura con le primavere arabe, con la situazione politica in Libia, con i conflitti in Siria e Iraq e per le crisi nell’area sub-sahariana»

Di fronte a questo, considerata la «natura transitoria e l’onerosità di Mare Nostrum», definita anche dal Senato della Repubblica – ha citato Alfano – una «misura tampone», «il governo italiano ha richiesto più volte che l’Italia fosse sostenuta dall’Unione europea in applicazione del principio del burden sharing» inteso anche come ripartizione degli oneri finanziari e della solidarietà.

Triton

La definizione di un «percorso di fuoriuscita» da Mare Nostrum è iniziato con il vertice di fine agosto a Bruxelles con il commissario europeo Malmstroem, ha ricordato Alfano, sotto la Presidenza italiana dell’Unione europea, e al gruppo Giustizia e Affari interni (Gai) del consiglio dell’Unione europea, presieduto la settimana scorsa dallo stesso ministro, l’Italia ha ottenuto che «l’Europa scende in mare per presidiare la frontiera del Mediterraneo» con l’avvio dal 1° novembre prossimo di Triton, che avrà la regia unitaria di Frontex, «con un budget opportunamente incrementato di 20 milioni per il 2015».

Obiettivo principale dell’operazione, ha riferito il ministro, è contrastare l’immigrazione irregolare e il traffico di esseri umani. Per fare questo saranno impiegati navi, aerei e operatori messi a disposizione dai Paesi che, oltre all’Italia, hanno già aderito a Triton, con «una partecipazione senza precedenti». La linea di pattugliamento sarà a 30 miglia dalle coste italiane; le imbarcazioni che trasportano i migranti potranno essere distrutte per far si che non siano reimpiegate.

«Ovvio che dopo la dismissione di Mare Nostrum l’Italia continuerà a non sottrarsi ai suoi doveri di search and rescue previsti dal diritto internazionale e dai principi umanitari» ha precisato Alfano, che ritiene «altrettanto ovvio che non potremo avere 2 linee di difesa, una a 30 miglia e una più avanzata sulle coste africane» ed è per questo che «Mare Nostrum non conviverà con Triton, sarà chiusa». Ricordando che la decisione in tal senso spetta al governo italiano, il ministro ha annunciato un consiglio dei ministri a breve sul tema.

Le altre strategie di gestione dei flussi migratori: verso un sistema europeo di asilo

Frontex, ha concluso Alfano, è però solo uno dei punti cardine delle strategie per il controllo dei flussi migratori, il punto di partenza «per una rivisitazione non superficiale delle politiche europee nei confronti del problema dei rifugiati». L’Italia punta anche sugli accordi con i Paesi di origine e transito, i «partenariati di mobilità», già in atto con Marocco, Tunisia e Giordania, mentre con la Libia il lavoro è più difficile, ha spiegato il ministro, data la forte instabilità politica.

Altro obiettivo è l’attuazione di un sistema europeo di asilo, preso atto che i flussi migratori verso l’Italia sono soprattutto finalizzati alla protezione internazionale. Al momento, ha spiegato Alfano, siamo soggetti al principio base del regolamento di Dublino, che prevede che l’onere ricada sul Paese di primo ingresso, ma l’Italia ha lavorato e sta alavorando nel semestre di presidenza Ue per rendere più flessibili le regole.

Mos Maiorum

È «una partita aperta e ardua, che stiamo affrontando con realismo e concretezza», ha detto il ministro ricordando in chiusura che sul fronte del contrasto agli interessi criminali legati ai flussi migratori c’è in corso Mos Maiorum, che con il concorso delle Polizie di vari Paesi europei sta mettendo «sotto la lente i movimenti caldi sulle frontiere esterne e quelli secondari su quelle interne», per monitorare e raccogliere informazioni sui flussi di immigrazione clandestina nell’area Schengen.

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