CITTADINI STRANIERI - Interrogazione a risposta immediata al Ministro dell’Interno, Iniziative per prevenire una nuova emergenza sbarchi e per garantire protezione adeguata ai minori stranieri non accompagnati

Camera dei Deputati, Seduta di mercoledì 18 marzo 2012

CAMERA DEI DEPUTATI

Assemblea

Seduta di mercoledì 28 marzo 2012

Interrogazione a risposta immediata n. 3-02177 dell’On. Mosella sulle iniziative per prevenire una nuova emergenza sbarchi e per garantire protezione adeguata ai minori stranieri non accompagnati.

Interviene il Ministro Cancellieri

PRESIDENTE. L’onorevole Mosella ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02177, concernente iniziative per prevenire una nuova emergenza sbarchi e per garantire protezione adeguata ai minori stranieri non accompagnati.

DONATO RENATO MOSELLA. Signor Presidente, signor Ministro, nel 2011, sono stati 50 mila i migranti provenienti dal nord Africa che hanno attraversato il Mediterraneo per arrivare in Italia. La recente ripresa dell’arrivo di migranti sulle coste di Lampedusa lascia presagire il ripetersi dell’emergenza che, appena un anno fa, ha messo in ginocchio l’isola siciliana e ha trovato impreparato il Governo. Se così dovesse essere – e noi confidiamo di no -, sarebbe un’emergenza annunciata. Ripetuti sono gli allarmi lanciati da osservatori, dall’Alto commissariato per i rifugiati, dalle associazioni che operano nell’emergenza, soprattutto, con riferimento alla condizione drammatica in cui versano i profughi dell’Africa subsahariana, in particolar modo, gli eritrei e i somali, che fuggono da guerre e da carestie indicibili.

PRESIDENTE. La invito a concludere.

DONATO RENATO MOSELLA. Vorremmo sapere, dunque, quali misure intenda adottare il Ministro per pervenire, in generale, una nuova emergenza connessa all’arrivo in Italia dei migranti e come, in particolare, si intenda garantire i diritti dei più deboli tra i deboli, che sono i minori stranieri non accompagnati: ce ne sono già e, come dicono le associazioni che operano sul territorio, sono ospitati in strutture totalmente inadeguate.

PRESIDENTE. Il Ministro dell’interno, Anna Maria Cancellieri, ha facoltà di rispondere.

ANNA MARIA CANCELLIERI, Ministro dell’interno. Signor Presidente, onorevoli deputati, l’onorevole Mosella chiede di conoscere le misure che il Governo intende adottare per far fronte ad una nuova emergenza connessa con l’arrivo in Italia di migranti, il cui flusso è ripreso nelle ultime settimane, soprattutto, verso l’isola di Lampedusa.

Il problema delle migrazioni verso il nostro Paese è ben presente alla mia attenzione fin da quando ho assunto la responsabilità di Ministro dell’interno e infatti, insieme al Ministro Riccardi, a dimostrazione di quanto sia alta l’attenzione del Governo verso la situazione isolana, mi sono recata a Lampedusa, di recente, per visitare il centro di accoglienza di Contrada Imbriacola, chiuso dopo l’incendio appiccato da un gruppo di tunisini lo scorso settembre. In tale circostanza ho sottoscritto un accordo con il commissario delegato per l’emergenza in nord Africa e un altro accordo con il provveditore interregionale alle opere pubbliche Sicilia e Calabria per il ripristino della completa funzionalità del centro di primo soccorso e accoglienza di Contrada Imbriacola e dell’ex base Loran, ciò al fine di rendere pienamente adeguate, sotto ogni profilo, le strutture destinate all’accoglienza e al transito degli immigrati, secondo una precisa intenzione che intende restituire l’isola di Lampedusa alla sua vocazione turistica. Il termine per la realizzazione delle opere di manutenzione e di adeguamento di cui ho riferito è previsto per il prossimo mese di ottobre, nell’immediato saranno seguiti da squadre specializzate di vigili del fuoco interventi che assicureranno la disponibilità, con tempi di realizzazione di circa trenta giorni, di cinque edifici del centro che potranno garantire una prima ospitalità a 250 persone. Per quanto riguarda invece l’ex base Loran, i lavori di manutenzione straordinaria sono iniziati il 13 marzo scorso.

Dall’inizio dell’anno sono approdati sulle nostre coste 1.407 stranieri rispetto ai circa ventimila dello stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, a Lampedusa, sono giunti 573 stranieri, di cui 410 uomini, 104 donne e 59 minori, rispetto ai 18 mila 672 dello stesso arco temporale. Agli immigrati è stata fornita assistenza sanitaria e, al momento dello sbarco, sono stati distribuiti generi di prima necessità, kit igienici e vestiti. I migranti sono stati ospitati presso strutture alberghiere e l’area marina protetta messa a disposizione dal sindaco di Lampedusa. Il prefetto di Agrigento, che mantiene costantemente monitorata la situazione, ha disposto servizi di vigilanza e intensificato il dispositivo di controllo.

Trasferiti a Porto Empedocle gli stranieri sono stati, successivamente, condotti ai centri di accoglienza. Allo stato, risultano presenti sull’isola 37 immigrati ed è stata segnalata la presenza di 36 cittadini tunisini per i quali sono in corso le attività di rito. La presenza congiunta, in Lampedusa, di minori non accompagnati e di adulti è coincisa con le fasi più concitate dell’accoglienza e con i primi momenti dell’identificazione. In ogni caso tale situazione, di carattere temporaneo, trova soluzione all’atto di trasferimento delle persone nelle strutture di destinazione.

Ribadisco la mia attenzione verso il problema; a tal fine sono, recentemente, stata in Tunisia e, a breve, mi recherò in Libia per affrontare con la nuova autorità di quel Paese le tematiche migratorie.

PRESIDENTE. L’onorevole Mosella ha facoltà di replicare.

DONATO RENATO MOSELLA. Signor Presidente, signor Ministro, innanzitutto vorrei fare due sottolineature: la prima riguarda il tema dei minori stranieri non accompagnati. Questo è un tema fortemente sentito nel nostro Paese anche per l’età di queste persone che arrivano, a volte, veramente, senza nessun punto di riferimento. La pregherei di attenzionare, veramente, il problema dei minori stranieri non accompagnati che lei ha toccato in maniera, davvero, superficiale, perché, tale condizione racchiude in sé tre diverse identità, quella di minore, quella di straniero e quella di essere da solo, senza genitori. Il fenomeno continua ad essere, infatti, considerato esclusivamente in un’ottica emergenziale nel senso che si affrontano le situazioni in maniera superficiale. Ora, mentre parliamo, i minori che sono giù si trovano in una condizione assolutamente non adeguata a persone di quella età. È necessario garantire una maggiore standardizzazione delle procedure di accoglienza, di identificazione e di integrazione.

Vorremmo anche indicare una suggestione: sebbene l’attenzione, a livello europeo, sia in crescita, e lo testimoniano i programmi che sono in corso, si è fermi alla definizione teorica di semplici linee guida. Il quadro che ne deriva appare disomogeneo, confuso, privo di garanzie in molti Paesi membri. L’Italia potrebbe assumere un ruolo decisivo e propositivo, volto a garantire una maggiore e concreta comunitarizzazione delle politiche europee destinate ai minori.

Infine, noi siamo alle porte di una stagione complicata che si è anticipata. La primavera rischia di anticipare i viaggi della speranza che diventano poi, come abbiamo visto, nel recente passato, i viaggi della disperazione.

Veramente, conoscendo la sua sensibilità Ministro, vorremmo incitarla – e lo faremo in tutte le occasioni che avremo in Aula – a fare modo che questo, veramente, non si ripeta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.