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CITTADINI STRANIERI - Immigrati: Ravvedimento operoso. Opportunità per datori di lavoro

Risposta del ministro Riccardi al question time del  19 settembre, presso la Camera dei Deputati

ignor Presidente, Onorevoli Deputati,

ritorno volentieri in questa Aula per rispondere, una seconda volta dopo lo scorso 1 agosto, sul ravvedimento operoso dei datori di lavoro che impiegano in nero gli immigrati. Desidero far presente che non stiamo trattando di una sanatoria di immigrati, come è accaduto negli anni passati, ma della opportunità offerta solo per un mese, dal 15 settembre fino al 15 ottobre prossimo, ai datori di lavoro di potersi mettere in regola prima dell’entrata in vigore delle nuove ferree regole volute dall’Unione europea contro il lavoro nero degli immigrati irregolari o clandestini. Le nuove regole, infatti, introducono rigorose sanzioni penali, amministrative e monetarie. All’artigiano, al piccolo imprenditore, ma anche ai singoli cittadini viene offerta per un brevissimo periodo la possibilità di rientrare nella legalità, piuttosto che rischiare di essere denunciati e processati.
Questo ravvedimento operoso costituisce una unica opportunità e si ricorderà che in Italia così già accade in altri settori quali quelli tributario e fiscale. Ricordo, inoltre, che il ravvedimento operoso è stato avviato in base ad una specifica richiesta della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, nei modi e nei tempi che il Parlamento ha ritenuto giusti, a cui il Governo si è attenuto. Le regole e i requisiti sono quelli esattamente votati, con lungimiranza e ragionevolezza, lo scorso 5 giugno dal Senato all’unanimità e, dunque, anche con il voto favorevole del gruppo della Lega Nord Padania. Deve trattarsi di immigrati che devono documentare la loro presenza in Italia dall’anno scorso, proprio per evitare precipitosi e strumentali arrivi.
A tal riguardo, comunico che alle ore tredici di oggi (19 settembre 2012), a cinque giorni dall’inizio, risultano presentate 12.274 domande. Nell’interrogazione viene, poi, prospettato il paragone con i lavoratori italiani e l’esistenza di numerosi rischi, come se l’azione del Governo e le decisioni del Parlamento fossero mirate a creare un danno alla comunità nazionale.
Tale giudizio è irricevibile dal momento che in qualunque momento gli italiani possono diventare regolari, mentre gli stranieri irregolari e clandestini sono privi di permesso di soggiorno e, dunque, privi di qualunque protezione.
Tra i vari requisiti necessari vi è, poi, quello di dover versare tutte le somme dovute per almeno sei mesi per retribuzione, contribuzione e fisco con tutti gli ulteriori oneri accessori. Ciò che non è stato pagato in precedenza, adesso va corrisposto. Per ogni pratica è stato necessario versare anche la somma di mille euro a completa copertura delle spese dello Stato e delle autonomie locali. In questo modo, è stato calcolato che il datore di lavoro, per evitare le più gravi sanzioni dell’Unione europea, dovrà versare da 4.300 ad oltre 14 mila euro in relazione alla qualifica del lavoratore.
Il ravvedimento operoso costituisce una grande novità e si evita una perdita secca alle finanze dello Stato.
Così non è stato fatto in passato.
Mi permetto infatti di ricordare, e concludo signor Presidente ed onorevoli Deputati, che le due sanatorie BOSSI – Fini del 2002 hanno riguardato circa 700 mila immigrati ed era sufficiente versare soltanto il contributo forfetario omnicomprensivo di 290 euro se badanti o di 700 euro per le altre categorie di lavoratori, mentre nel 2009 la sanatoria del Ministro dell’Interno MARONI ha coinvolto circa 300 mila persone ed era sufficiente versare soltanto il contributo forfetario omnicomprensivo di 500 euro.
E nulla altro.
Vi ringrazio per l’attenzione.

dal sito http://www.cooperazioneintegrazione.gov.it/news/2012/09/question.aspx

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