STATO CIVILE - IL CASO – Correzione atto di morte

Nell'atto di morte va lasciato "e che era coniugato con...", visto che non c'era ancora notizia del divorzio, o è necessario apportare correzione con art. 98 e segnarlo come "già coniugato con..."?

Un nostro residente è deceduto nel nostro Comune. Lo stesso, al momento della morte, risultava coniugato con persona residente in altro Comune. L’agenzia di onoranze funebri e gli stessi parenti insistevano nel dire che il de cuius era invece divorziato. Abbiamo allora provveduto ad eseguire un controllo sull’atto di matrimonio dello stesso, iscritto in un Comune limitrofo: nell’atto di matrimonio esisteva annotazione di separazione ma non di divorzio. Abbiamo anche controllato l’atto di nascita del defunto ma lo stesso riportava soltanto l’annotazione di matrimonio. Abbiamo allora provveduto ad indicare il defunto nell’atto di morte con la dicitura “e che era coniugato con…”. Due settimane dopo la morte del nostro residente ci è pervenuta l’annotazione di divorzio dello stesso da apporre sull’atto di nascita, da parte del Comune di matrimonio. La sentenza di divorzio è stata spedita dal Tribunale competente al Comune di matrimonio dopo la morte anche se, di fatto, era passata in giudicato qualche mese prima.
Ora chiediamo: come dobbiamo comportarti con l’atto di morte? Dobbiamo lasciare “e che era coniugato con…”, visto che non c’era ancora notizia del divorzio, o fare correzione con art. 98 e segnarlo come “già coniugato con…”?

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