Digitalizzazione PA: l’Italia oltre la media UE su 5G, fibra e IA

L’Italia supera la media UE su 5G, fibra e servizi digitali. La relazione della Commissione europea premia governance IA e investimenti PNRR

24 Giugno 2026
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L’Italia accelera sulla trasformazione digitale e supera la media europea in connettività, servizi pubblici e sanità digitale. È la fotografia scattata dalla quarta relazione sullo Stato del Decennio digitale della Commissione europea, rilanciata dal Dipartimento per la trasformazione digitale. Il rapporto riconosce al Paese il primato nella governance dell’intelligenza artificiale e progressi spinti dagli investimenti del PNRR verso gli obiettivi 2030 del Programma strategico per il decennio digitale (DDPP).

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Connettività e servizi pubblici sopra la media europea

Sul fronte delle reti, l’Italia si conferma tra i Paesi più avanzati: la copertura 5G raggiunge il 99,82%, sopra la media UE del 99,38%, mentre la fibra FTTP arriva al 77,56% delle famiglie contro il 74,13% europeo. Permane però un divario nelle aree rurali da colmare.
Bene anche i servizi pubblici digitali, in linea con la roadmap nazionale. I servizi rivolti ai cittadini toccano l’86,11% (media UE 84,64%), trainati da IT Wallet, CIE, SPID e dalla migrazione al cloud qualificato finanziata dal PNRR. La Piattaforma Digitale Nazionale Dati consente lo scambio sicuro tra oltre 9.000 enti, con più di 1,1 miliardi di scambi effettuati.

Sanità, competenze e governance dell’IA

La sanità digitale segna l’89,93% (media UE 86,51%), grazie al Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0: a febbraio 2026 il 95% dei medici di base e dei pediatri ha trasmesso documenti digitali firmati. Restano sotto la media le competenze digitali, in crescita dal 45% al 54%, mentre gli specialisti ICT si fermano al 3,8% rispetto all’obiettivo del 10%.
Sul versante dell’intelligenza artificiale, la Commissione riconosce all’Italia il primo quadro normativo nazionale in Europa con la legge n. 132/2025, coerente con l’AI Act e inserita nella Strategia italiana per l’IA 2024-2026.

Cosa cambia per le amministrazioni

Per gli enti pubblici i risultati confermano alcune priorità operative immediate:
Cloud e interoperabilità: proseguire la migrazione dei servizi verso infrastrutture qualificate e l’uso della PDND tramite API.
Aree rurali: colmare il divario di copertura, requisito per servizi digitali equi sul territorio.
Competenze ICT: rafforzare formazione e reclutamento di specialisti, principale criticità nazionale.

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