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CITTADINI STRANIERI - Decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179 (G.U. 19 ottobre 2012, n. 245, S.O. n. 194), Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (stralcio: artt. 1-4)

Art. 1 – Attuazione dell’Agenda digitale italiana e documento digitale unificato e finanziamento dell’ISTAT

1. Lo Stato promuove lo sviluppo dell’economia e della cultura digitali, definisce politiche di incentivo alla domanda di servizi digitali e favorisce l’alfabetizzazione informatica, nonche’ la ricerca e l’innovazione tecnologiche, quali fattori essenziali di progresso e opportunita’ di arricchimento economico, culturale e civile. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto e successivamente entro il 30 giugno di ogni anno il Governo, anche avvalendosi dell’Agenzia per l’Italia digitale di cui al decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, presenta alle Commissioni parlamentari competenti una relazione che evidenzia lo stato di attuazione dell’articolo 47 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n. 35.

2. All’articolo 10 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 2, le parole: «i Ministri dell’economia e delle finanze e» sono sostituite dalle seguenti: «il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, il Ministro delegato all’innovazione tecnologica e con il Ministro»;

b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:

«3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno e del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della salute, con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e con il Ministro delegato per l’innovazione tecnologica, sentita l’Agenzia per l’Italia  digitale,  e’  disposto  anche  progressivamente, nell’ambito delle  risorse  umane,  strumentali  e  finanziarie disponibili a legislazione vigente, l’ampliamento delle possibili utilizzazioni della carta d’identita’ elettronica anche in relazione all’unificazione sul medesimo supporto della carta  d’identita’ elettronica con la tessera sanitaria, alle modifiche ai parametri della carta d’identita’ elettronica e della tessera  sanitaria necessarie per l’unificazione delle stesse sul medesimo supporto, nonche’ al rilascio gratuito del documento unificato, mediante utilizzazione, anche ai fini di produzione e rilascio, di tutte le risorse disponibili a legislazione vigente per la tessera sanitaria.

Le modalita’ tecniche di produzione, distribuzione e gestione del documento unificato, nel rispetto di quanto stabilito al comma 1, sono stabilite con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e con il Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e, limitatamente ai profili sanitari, con il Ministro della salute.»;

 c) dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:

«3-bis. Per la realizzazione e il rilascio gratuito del documento unificato di cui al comma 3, in aggiunta alle risorse gia’ previste dallo stesso comma 3, e’ autorizzata la spesa di 60 milioni di euro per l’anno 2013 e di 82 milioni di euro a decorrere dal 2014.».

3. Per lo svolgimento delle attivita’ istituzionali dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), con particolare riferimento a quelle derivanti dall’attuazione degli obblighi comunitari in  materia statistica, e’ autorizzata la spesa di 18 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2013.

4. La dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, e’ incrementata di 22 milioni di euro per l’anno 2013.

Sezione I  –  Agenda e identita’ digitale

    

Art. 2 – Anagrafe nazionale della popolazione residente  

1. L’articolo 62 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e’ sostituito dal seguente:

«Art. 62 (Anagrafe nazionale della popolazione residente – ANPR). – 1. E’ istituita presso il Ministero dell’interno l’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR), quale base di dati di interesse nazionale, ai sensi dell’articolo 60, che subentra  all’Indice nazionale delle anagrafi (INA), istituito ai sensi del comma 5 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, recante “Ordinamento delle  anagrafi  della  popolazione  residente”  e all’Anagrafe della popolazione italiana residente all’estero (AIRE), istituita ai sensi della legge 27 ottobre 1988, n. 470, recante “Anagrafe e censimento degli italiani all’estero”.

2. Ferme restando le attribuzioni del sindaco di cui all’articolo 54, comma 3, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, l’ANPR subentra altresi’ alle anagrafi della popolazione residente e dei cittadini italiani residenti all’estero tenute dai comuni. Con il decreto di cui al comma 6 e’ definito un piano per il graduale subentro dell’ANPR alle citate anagrafi, da completare entro il 31 dicembre 2014. Fino alla completa attuazione di detto piano, l’ANPR acquisisce automaticamente in via telematica i dati contenuti nelle anagrafi tenute dai comuni per i quali non e’ ancora avvenuto il subentro. L’ANPR e’ organizzata secondo modalita’ funzionali e operative che garantiscono la univocita’ dei dati stessi.

3. L’ANPR assicura alle pubbliche amministrazioni e agli organismi che erogano pubblici servizi l’accesso ai dati contenuti nell’ANPR e consente esclusivamente ai comuni la certificazione di tali dati nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 33 del decreto  del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, anche in modalita’ telematica.

4. Con il decreto di cui al comma 6 sono disciplinate le modalita’ di integrazione nell’ANPR dei dati dei  cittadini  attualmente registrati in anagrafi istituite presso altre amministrazioni.

5. Ai fini della gestione e della raccolta informatizzata di dati dei cittadini, le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 2, comma 2, del presente Codice si avvalgono esclusivamente dell’ANPR, che viene integrata con gli ulteriori dati a tal fine necessari.

6. Con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno, del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e del Ministro delegato all’innovazione  tecnologica,  di  concerto  con  il  Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza Stato – citta’, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, per gli aspetti d’interesse dei comuni, sentita l’ISTAT e acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali, sono stabiliti i tempi e le modalita’  di  attuazione  delle disposizioni del presente articolo, anche con riferimento:

a) alle garanzie e alle misure di sicurezza da adottare nel trattamento dei dati personali, alle modalita’ e ai tempi di conservazione dei dati e all’accesso ai dati da parte delle pubbliche amministrazioni per le proprie finalita’ istituzionali secondo le modalita’ di cui all’articolo 58;

b) ai criteri per l’interoperabilita’ dell’ANPR con le altre banche dati di rilevanza nazionale e regionale, secondo le regole tecniche del sistema pubblico di connettivita’ di cui al capo VIII del presente decreto;

c) all’erogazione di altri servizi resi disponibili dall’ANPR, tra i quali il servizio di invio telematico delle attestazioni e delle dichiarazioni di nascita e dei certificati di cui all’articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, compatibile con il sistema di trasmissione di cui al decreto del Ministro della salute in data 26 febbraio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2010.».

2. Alla lettera b) del comma 3-bis dell’articolo 60 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le parole: «indice nazionale delle anagrafi;» sono sostituite dalle seguenti: «anagrafe nazionale della popolazione residente;».

3. Per accelerare il processo di automazione amministrativa e migliorare i servizi per i  cittadini,  l’attestazione  e  la dichiarazione di nascita e il certificato di cui all’articolo 74 del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, sono inviati da parte della struttura sanitaria e del medico necroscopo o altro delegato sanitario ai comuni esclusivamente in via telematica, utilizzando il sistema di trasmissione di cui al decreto del Ministro della salute del 26 febbraio 2010. Con decreto del  Ministro dell’interno, di concerto con il  Ministro  per  la  pubblica amministrazione  e  la  semplificazione,  sentiti  il  Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro della salute sono definite le modalita’ tecniche per l’attuazione del presente comma.

4. In via di prima applicazione il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui all’articolo 62, comma 6, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, come sostituito dal comma 1, e’ adottato entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto.

5. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera a), della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive  modificazioni,  su  proposta  del  Ministro dell’interno, di concerto con il  Ministro  per  la  pubblica amministrazione e la semplificazione, sono apportate al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, le modifiche necessarie per adeguarne la disciplina alle disposizioni introdotte con il comma 1 del presente articolo.

6. Dopo l’articolo 32, comma 5, del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, approvato con decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e’ inserito il seguente:

«5-bis. Previa apposita convenzione, i sindaci dei comuni facenti parte dell’Unione possono delegare le funzioni di ufficiale dello stato civile e di anagrafe a personale idoneo dell’Unione stessa, o dei singoli comuni associati, fermo restando  quanto  previsto dall’articolo 1, comma 3, e dall’articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396,  recante regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’articolo 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127.».

7. Per l’attuazione del presente articolo e’ autorizzata una spesa di 15 milioni di euro per l’anno 2013 e di 3 milioni di euro a decorrere dall’anno 2014.

 

Sezione I – Agenda e identita’ digitale
    

Art. 3 – Censimento continuo della popolazione e delle abitazioni e Archivio  nazionale delle strade e dei numeri civici

1. Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, del Ministro dell’economia e delle finanze, sentiti l’ISTAT e la Conferenza unificata di cui al di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono stabiliti i tempi di realizzazione del censimento  della popolazione e delle abitazioni di cui all’articolo 15, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, effettuato dall’ISTAT con cadenza annuale, nel rispetto  delle raccomandazioni internazionali e dei regolamenti europei.

2. Con il decreto di cui al comma 1 sono altresi’ stabiliti i contenuti dell’Archivio nazionale delle strade e dei numeri civici (ANSC), realizzato ed aggiornato dall’ISTAT e dall’Agenzia del territorio, gli obblighi e le modalita’ di conferimento degli indirizzari e stradari comunali tenuti dai singoli comuni ai sensi del regolamento anagrafico della popolazione residente, le modalita’ di accesso all’ANSC da parte dei soggetti autorizzati, nonche’ i criteri per l’interoperabilita’ dell’ANSC con le altre banche dati di rilevanza nazionale e regionale, nel rispetto delle regole tecniche del sistema pubblico di connettivita’ di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

3. Agli oneri derivanti dalla realizzazione delle  attivita’ preparatorie all’introduzione del censimento  continuo  mediante indagini statistiche a cadenza annuale, nonche’ delle attivita’ di cui al comma 2 si provvede nei limiti dei complessivi stanziamenti gia’ autorizzati dall’articolo 50 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. Per fare fronte alle esigenze connesse alla realizzazione delle attivita’ di cui al presente comma e al comma 2 il termine di cui al comma 4 dell’articolo 50 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e’ prorogato al 31 dicembre 2015.

4. Allo scopo di rafforzare la funzione statistica in coerenza con le raccomandazioni internazionali e i regolamenti comunitari e di aumentare l’efficienza e la qualita’ dei servizi informativi resi al sistema economico e sociale del Paese dal Sistema  statistico nazionale (SISTAN), su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro dello sviluppo economico, sentita la Conferenza unificata Stato-regioni e autonomie locali e sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il Governo emana entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto un regolamento ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400 per la revisione del decreto legislativo n. 322 del 1989 e il complessivo riordino del Sistema Statistico Nazionale, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi:

a) rafforzare l’indipendenza professionale dell’ISTAT e degli enti e degli uffici di statistica del SISTAN;

b) migliorare gli assetti organizzativi dell’ISTAT anche con riferimento all’articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 166, e rafforzarne i compiti di indirizzo e coordinamento  tecnico-metodologico,  di definizione di metodi e formati per la raccolta e lo scambio di dati amministrativi e statistici, nonche’ di regolamentazione del SISTAN;

c) favorire l’armonizzazione del funzionamento del SISTAN con i principi europei in materia di organizzazione e di produzione delle statistiche ufficiali, assicurando l’utilizzo da parte del Sistema delle piu’ avanzate metodologie statistiche e delle piu’ moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione;

d) semplificare e razionalizzare la procedura di adozione del Programma Statistico Nazionale e la disciplina in materia di obbligo a fornire i dati statistici;

e) migliorare i servizi resi al pubblico dal SISTAN e rafforzare i sistemi di vigilanza e controllo sulla qualita’ dei dati prodotti dal Sistema e da altri soggetti pubblici e privati;

f) adeguare alla normativa europea  e  alle  raccomandazioni internazionali la disciplina in materia di tutela del segreto statistico, di protezione dei dati personali oggetto di trattamento per finalita’ statistiche, nonche’ di trattamento ed utilizzo dei dati amministrativi a fini statistici.

5. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al comma 4 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

6. Dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto l’articolo 12 del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e’ sostituito dal seguente:

«Art. 12. – 1. E’ istituita la Commissione per la garanzia della qualita’ dell’informazione statistica avente il compito di:

a) vigilare sull’imparzialita’, sulla completezza e sulla qualita’ dell’informazione statistica, nonche’ sulla sua conformita’ con i regolamenti, le direttive e le raccomandazioni degli organismi internazionali e comunitari, prodotta  dal  Sistema  statistico nazionale;

b) contribuire ad assicurare il rispetto della normativa in materia di segreto statistico e di protezione dei dati personali, garantendo al Presidente dell’Istat e al Garante per la protezione dei dati personali la piu’ ampia collaborazione, ove richiesta;

c) esprimere un parere sul  Programma  statistico  nazionale predisposto ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 322 del 1989;

d) redigere un rapporto annuale, che si allega alla relazione di cui all’articolo 24 del decreto legislativo n. 322 del 1989.

2. La Commissione, nell’esercizio dei compiti di cui al comma 1, puo’ formulare osservazioni e rilievi al Presidente dell’ISTAT, il quale provvede a fornire i necessari chiarimenti entro trenta giorni dalla comunicazione, sentito il Comitato di cui all’articolo 17 del decreto legislativo n. 322 del 1989; qualora i chiarimenti non siano ritenuti esaustivi, la Commissione ne riferisce al Presidente del Consiglio dei Ministri.

3. La Commissione e’ sentita ai fini della sottoscrizione dei codici di deontologia e di buona condotta relativi al trattamento dei dati personali nell’ambito del Sistema statistico nazionale.

4. La Commissione e’ composta da cinque membri, nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e scelti tra professori ordinari in materie statistiche, economiche ed affini o tra direttori di istituti di statistica o di ricerca statistica non facenti parte del Sistema statistico nazionale, ovvero tra alti  dirigenti  di  enti  e amministrazioni pubbliche, che godano di particolare prestigio e competenza nelle discipline e nei campi collegati alla produzione, diffusione e analisi delle informazioni statistiche e che non siano preposti a uffici facenti parte del Sistema statistico nazionale.

Possono essere nominati anche cittadini di Paesi dell’Unione europea in possesso dei medesimi requisiti. I membri della Commissione restano in carica per cinque anni e non possono essere riconfermati.

Il Presidente e’ eletto dagli stessi membri.

5. La Commissione si riunisce almeno due volte all’anno e alle riunioni partecipa il Presidente dell’ISTAT. Il Presidente della Commissione partecipa alle riunioni del Comitato di cui all’articolo 17.

6. Alle funzioni di segreteria della Commissione provvede il Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri che istituisce, a questo fine, un’apposita struttura di segreteria.

7. La partecipazione alla Commissione e’ gratuita e gli eventuali rimborsi spese del Presidente e dei componenti derivanti dalle riunioni di cui al comma 5 sono posti a carico del bilancio dell’ISTAT.».

 
Sezione I – Agenda e identita’ digitale

Art. 4 – Domicilio digitale del cittadino

1. Dopo l’articolo 3 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e’ inserito il seguente:

«Art. 3-bis (Domicilio digitale del cittadino). – 1. Al fine di facilitare la comunicazione  tra  pubbliche  amministrazioni  e cittadini, e’ facolta’ di ogni cittadino indicare alla pubblica amministrazione, secondo le modalita’ stabilite al comma 3, un proprio indirizzo di posta elettronica certificata, quale  suo domicilio digitale.

2. L’indirizzo di cui al comma 1 e’ inserito nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente-ANPR e reso disponibile a tutte le pubbliche amministrazioni e ai gestori o esercenti di pubblici servizi.

3. Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione e il Ministro delegato per l’innovazione tecnologica, sentita l’Agenzia per l’Italia digitale, sono definite le modalita’ di comunicazione, variazione e cancellazione del proprio domicilio digitale da parte del cittadino, nonche’ le modalita’ di consultazione dell’ANPR da parte dei gestori o esercenti di pubblici servizi ai fini del reperimento del domicilio digitale dei propri utenti.

4. A decorrere dal 1° gennaio 2013, salvo i casi in cui e’ prevista dalla normativa vigente una diversa modalita’ di comunicazione o di pubblicazione in via telematica, le amministrazioni pubbliche e i gestori o esercenti di pubblici servizi comunicano con il cittadino esclusivamente tramite il domicilio digitale dallo stesso dichiarato, anche ai sensi dell’articolo 21-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, senza oneri di spedizione a suo carico. Ogni altra forma di comunicazione non puo’ produrre effetti pregiudizievoli per il destinatario.

5. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.».

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