Si è chiusa alle 23 di domenica 7 giugno la prima giornata di voto per i ballottaggi delle elezioni amministrative 2026. L’affluenza si è fermata al 39,79%, in calo rispetto al 46,56% registrato alla stessa ora al primo turno del 24 e 25 maggio. Le urne resteranno aperte anche oggi lunedì 8 giugno, dalle 7 alle 15, al termine della quale inizierà immediatamente lo spoglio delle schede.
Sono 42 i Comuni chiamati al voto per il secondo turno delle amministrative, di cui sei capoluoghi di provincia: Agrigento, Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata e Trani. In nessuna di queste città il primo turno ha prodotto un vincitore assoluto, ovvero un candidato in grado di superare la soglia del 50%+1 dei voti validi prevista dalla legge elettorale per i Comuni con più di 15.000 abitanti.
I risultati del secondo turno delle Regioni a statuto ordinario e della Regione Sardegna, a cura della Direzione centrale per i Servizi elettorali del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero, sono disponibili online sulla piattaforma web Eligendo e sull’app Eligendo Mobile.
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La situazione nei sei capoluoghi
Le sfide più attese si concentrano in questi centri, dove accordi dell’ultimo minuto e apparentamenti hanno ridisegnato gli equilibri politici rispetto al primo turno.
Ad Agrigento si fronteggiano Michele Sodano (centrosinistra, 39,1%) e Dino Alonge (centrodestra, 34,7%), con il voto degli elettori del terzo candidato che potrebbe risultare decisivo.
Ad Arezzo, Marcello Comanducci (centrodestra, 43,8%) affronta Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra, 32,3%), ma pesa la massa di voti centristi confluiti al primo turno sul civico Marco Donati (20,49%).
A Chieti, Giovanni Legnini (centrosinistra) parte avanti con il 47,2% ma deve vedersela con Cristiano Sicari, che al secondo turno ha trovato l’apparentamento con le altre liste di centrodestra e con alcune formazioni centriste.
A Lecco, il sindaco uscente Mauro Gattinoni (42,53%) insegue il candidato del centrodestra Filippo Boscagli, in testa con il 48,65%.
A Macerata il margine è sottilissimo: l’uscente Sandro Parcaroli (centrodestra) aveva sfiorato il bis al primo turno con il 49,96%, fermandosi per un soffio davanti a Gianluca Tittarelli (centrosinistra, 41,95%).
A Trani, Marco Galiano (sostenuto dal Pd) sfida Angelo Guarriello (centrodestra), con gli elettori del civico Giacomo Marinaro — che aveva raccolto il 21,50% — potenzialmente determinanti.
Sardegna: raggiunto il quorum, eletti i primi sindaci
Situazione diversa in Sardegna, dove si vota non per i ballottaggi ma per la tornata ordinaria di primo turno: sono 148 i Comuni al voto su un totale di 377 dell’isola, per scegliere sindaci e rinnovare i Consigli comunali. L’affluenza alle 23 si è attestata al 46,45%, ben al di sopra della soglia del 40% necessaria per rendere valida l’elezione nei 62 Comuni in cui si è presentato un unico candidato sindaco.
In questi centri, dove l’unico avversario era l’astensionismo, decine di candidati unici possono già festeggiare la vittoria: superata la soglia di partecipazione, basterà che dallo spoglio emerga almeno il 50% di voti validi per proclamarli eletti. I verdetti iniziali arrivano soprattutto dalle zone interne e dai piccoli Comuni, mentre nella Città metropolitana di Cagliari non si registra ancora nessun caso di candidato unico tra i centri andati al voto.
Come si vota al ballottaggio
Per esprimere un voto valido è sufficiente tracciare una croce sul nome del candidato sindaco prescelto oppure su una delle liste collegate. Non è ammesso il voto disgiunto: votare un candidato sindaco e contemporaneamente barrare il simbolo di una lista avversaria comporta l’annullamento della scheda. Come al primo turno, è necessario presentarsi al seggio con un documento d’identità valido e la tessera elettorale.
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