Studenti stranieri: il d.l. 170/2026 e il tetto del 30%

Il d.l. 170/2026 introduce il tetto del 30% di studenti stranieri nelle classi prime, corsi di italiano per i genitori e il divieto di volto coperto a scuola

2 Ottobre 2026
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È in vigore dal 1° ottobre 2026 il decreto legge 30 settembre 2026, n. 170, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che introduce misure urgenti per l’integrazione degli studenti stranieri nelle scuole italiane. Il testo fissa un tetto del 30% per i nuovi arrivati nelle classi prime, corsi di italiano obbligatori per i genitori e il divieto di coprire il volto durante le attività scolastiche.

Un decreto d’urgenza per l’avvio dell’anno scolastico

Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri il 24 settembre, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale – Serie generale n. 227 del 30 settembre 2026. Lo stesso giorno il Presidente della Repubblica ha autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge di conversione.

Il decreto ha un perimetro ampio: oltre a garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2026/2027, accompagna le misure del PNRR di competenza del Ministero dell’Istruzione e del merito e interviene in materia di formazione superiore e ricerca. La promozione dell’integrazione degli studenti stranieri resta uno dei capitoli centrali.

Il tetto del 30% e la distribuzione tra le scuole

A decorrere dall’anno scolastico 2027/2028 le classi prime dovranno avere una composizione equilibrata. Nella scuola primaria, gli alunni con cittadinanza non italiana non nati in Italia o privi di almeno due anni di scuola dell’infanzia non potranno superare il 30% di ciascuna classe prima. Nella scuola secondaria di primo e secondo grado lo stesso limite si applica agli studenti con cittadinanza non italiana che non hanno frequentato con esito positivo il sistema scolastico nazionale per almeno tre anni.

Quando le iscrizioni non consentono il rispetto della soglia, gli uffici scolastici di ambito territoriale distribuiscono gli studenti tra istituzioni limitrofe, nel rispetto del principio di prossimità al domicilio. Sono previste risorse per attività extracurricolari di potenziamento dell’italiano.

Corsi per i genitori e divieto di volto coperto

Le ricadute coinvolgono anche i servizi sociali comunali. Le scuole segnalano i casi in cui le difficoltà linguistiche dei genitori stranieri ostacolano la collaborazione con l’istituto. I servizi sociali possono prevedere per i genitori:

  • la frequenza gratuita di corsi di italiano presso i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA);
  • il raggiungimento almeno del livello A2;
  • in caso di mancata partecipazione, previa diffida e salvi i casi di esenzione, una sanzione amministrativa pecuniaria.

È inoltre vietato partecipare alle attività scolastiche con il volto coperto, salvo ragioni sanitarie certificate o esigenze didattiche.

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