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PERSONALE - Smart working “semplificato” fino al 30 aprile

In sede conversione in legge del decreto Milleproroghe il legislatore ha prolungato la validità, fino al 30 aprile, dell’articolo 263 del decreto Rilancio

In sede conversione in legge del decreto Milleproroghe il legislatore ha prolungato la validità, fino al 30 aprile, dell’articolo 263 del decreto Rilancio: confermata dunque la disciplina vigente, che impone almeno al 50% del personale impiegato in attività attuabili in smart working di svolgere le proprie mansioni senza recarsi in ufficio e, come previsto in origine dall’articolo 87 del decreto legge n. 18/2020, in assenza di specifici accordi individuali.
La recrudescenza della pandemia ha impedito, purtroppo, di giungere in sede legislativa a soluzioni differenti. Anzi, ulteriori restrizioni e accorgimenti tali da incidere sulla prestazione lavorativa, sia in ambito pubblico che privato, sono stati delineate dal D.P.C.M. del 2 marzo 2021, valido fino al 6 aprile. Detto provvedimento agisce sul solco degli altri che lo hanno proceduto: la divisione del territorio nazionale in aree di rischio comporterà per gli uffici pubblici la necessità di adattare, in parallelo con l’indice di infezione, la percentuale di personale destinato allo smart working, mai comunque inferiore al 50% e in modo da salvaguardare quanto più possibile la qualità dei servizi istituzionali. Diverso il discorso per le PA che si trovano nella fascia di rischio più elevata, la zona rossa: in questo caso i datori di lavoro dovranno contenere quanto più possibile la presenza del personale negli uffici, limitandola alle attività indifferibili e non espletabili da remoto. Tale cornice è completata, infine, dal decreto del Ministero della Pubblica Amministrazione del 19 ottobre 2020, anch’esso efficace fino al 30 aprile.

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