Reti di solidarietà: il rapporto ISTAT 2024 sugli aiuti

Il rapporto ISTAT 2024 sulle reti di solidarietà: oltre un adulto su tre aiuta chi non convive

27 Luglio 2026
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Nel 2024 più di un adulto su tre in Italia aiuta persone che non convivono con lui. È la fotografia scattata dall’ISTAT nel rapporto “Aiuti dati, ricevuti e reti di solidarietà – Anno 2024”, che misura l’attivazione delle reti sociali informali. Un fenomeno in netta espansione rispetto al 1998, sospinto dall’invecchiamento della popolazione e da nuove forme di supporto, come quello digitale.

Indice

Reti di solidarietà in espansione dal 1998 al 2024

Il confronto di lungo periodo restituisce l’immagine di un sistema di aiuti informali ampliato. La quota di persone di 18 anni e più che forniscono almeno un tipo di aiuto a non coabitanti sale al 36,2%, con una media di 1,9 aiuti prestati. Al netto del supporto digitale e degli aiuti per cibo o vestiario – non rilevati nel 1998 – la quota è del 32,4%, comunque in crescita rispetto al 22,8% di allora. In valori assoluti, si passa da 10,5 a 18 milioni di persone attive.
A trainare la trasformazione è la struttura demografica: tra il 1998 e il 2024 le persone di 75 anni e più crescono dal 7,3% al 12,6% della popolazione, ampliando il bacino di chi necessita assistenza.

Chi aiuta e chi riceve: i numeri chiave

Tra le forme di aiuto prevalgono compagnia, accompagnamento e ospitalità (29,8%) e supporto digitale (23,8%). L’aiuto si rivolge soprattutto ai familiari stretti: alla madre nel 18,9% dei casi, al padre nel 9,8%.

  • Il 65,4% presta aiuto in autonomia, il 24,1% lo condivide con altri, l’8,2% opera nel volontariato
  • I caregiver, che assistono coabitanti o non coabitanti, sono il 24,9% degli adulti
  • Le famiglie che ricevono aiuti informali sono il 18,6% del totale
  • Tra gli anziani di 75 anni e più che vivono soli, riceve aiuti il 43,3%

Come cambia la struttura degli aiuti

Il confronto 1998-2024 mostra non solo un aumento del fenomeno, ma anche una modifica delle sue forme. Crescono soprattutto compagnia, accompagnamento od ospitalità (dal 6,3% al 10,8%), attività domestiche (dal 5,1% al 7,8%), assistenza ai bambini (dal 4,4% al 6,9%), aiuto economico (dal 3,5% al 6,0%), aiuto nello studio (dall’1,9% al 3,9%) e supporto nelle pratiche burocratiche (dal 5,2% al 6,8%).
Cambia anche il lato di chi riceve. Le famiglie aiutate passano da 3 a 5 milioni, con la compagnia e l’ospitalità in forte crescita (dal 2,7% al 5,0%). Diminuisce invece nettamente l’aiuto per l’assistenza dei bambini (dal 4,5% al 2,9%).

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