Povertà assoluta 2025: in Italia 5,4 milioni di poveri

L’ISTAT stima 5,4 milioni di poveri in Italia. I dati per Comuni, servizi sociali e programmazione degli Enti locali

21 Ottobre 2026

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Nel 2025 la povertà assoluta in Italia resta stabile: lo rileva l’ISTAT nel report diffuso il 13 ottobre. Oltre 2,1 milioni di famiglie e 5,4 milioni di individui vivono sotto la soglia minima, con un’incidenza del 9,3% sulla popolazione. Un dato che interpella direttamente i Comuni e la programmazione dei servizi sociali territoriali.

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Il quadro ISTAT 2025: povertà stabile ma diffusa

Secondo l’ISTAT, nel 2025 l’incidenza della povertà assoluta si attesta all’8,0% tra le famiglie e al 9,3% tra gli individui, valori sostanzialmente stabili rispetto al 2024. Stabile anche la povertà relativa, che coinvolge il 10,8% delle famiglie (2,8 milioni) e il 14,8% delle persone, quasi 8,7 milioni di individui.

L’intensità della povertà — quanto la spesa delle famiglie povere sia mediamente inferiore alla soglia — resta al 18,5% a livello nazionale, con un lieve aumento nel Mezzogiorno (19,0%). La fotografia conferma un fenomeno radicato, che non arretra ma mostra segnali di miglioramento in alcune aree del Paese.

Chi è più colpito: minori, famiglie numerose e stranieri

L’analisi per categorie evidenzia disuguaglianze marcate. L’incidenza sale al 19,2% tra le famiglie con cinque o più componenti e colpisce quasi una coppia con tre o più figli su sei (16,9%). Particolarmente critica la condizione dei minori: 1 milione 136mila bambini e ragazzi (12,5%) vivono in povertà assoluta.

Pesa anche la cittadinanza: l’incidenza è del 5,9% per le famiglie di soli italiani, ma raggiunge il 29,4% tra quelle composte esclusivamente da stranieri. Istruzione e lavoro restano fattori di protezione: con un diploma l’incidenza scende al 4,4%, mentre sale al 20,7% nelle famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione. Sul piano territoriale guida il Mezzogiorno (9,6% delle famiglie), davanti a Nord-ovest (7,7%) e Centro (6,3%).

Cosa significa per i Comuni e i servizi sociali

Per gli Enti locali i dati ISTAT sono uno strumento di programmazione: la distribuzione territoriale aiuta a calibrare i servizi sociali e gli interventi di contrasto alla povertà.

Le priorità operative emergenti:

  • monitorare i Comuni centro delle aree metropolitane, dove la povertà minorile tocca il 13,4%;
  • consolidare i segnali positivi nei Comuni fino a 50mila abitanti, dove l’incidenza scende al 7,4%;
  • rafforzare le misure per famiglie numerose e monogenitore, tra le più esposte.

Il quadro si lega al nodo dei LEP sociali e alle risorse stanziate dalla Legge di Bilancio 2026.

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