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STATO CIVILE - IL CASO – Atto di pubblicazioni firmato digitalmente

Dal punto di vista informatico, quali caratteristiche deve avere l'atto? Deve essere obbligatoriamente sottoscritto con firma digitale oppure è sufficiente anche un pdf?

Come è noto, l’atto delle pubblicazioni di matrimonio deve essere pubblicato all’albo online del Comune per otto giorni. Dal punto di vista informatico, quali caratteristiche deve avere? Deve essere obbligatoriamente sottoscritto con firma digitale (documento in p7m), oppure è sufficiente anche un pdf?
Qual è esattamente il documento originale: quello cartaceo che noi conserviamo agli atti sul quale apponiamo la marca da bollo, oppure quello (digitale) che viene pubblicato all’albo sottoscritto digitalmente?
Si chiede questo perché i vari Comuni si comportano diversamente. Noi, ad esempio, abbiamo appena cambiato il programma dell’albo online e ora ci propone solo la pubblicazione del file sottoscritto digitalmente, ma non facilmente accessibile ai cittadini che non posseggono un software per la lettura dei documenti firmati digitalmente (lo scopo invece delle pubblicazioni di matrimonio è che siano accessibili a tutti, ai fini della proposizione di eventuali opposizioni).

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