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CITTADINANZA - IL CASO – Acquisto della cittadinanza italiana art. 4, comma 2, legge n. 91/1992: la procedura

Come gestire l’istanza da parte di un diciottenne che non possiede i requisiti?

Prassi del nostro Ufficio è far rendere istanza di acquisto della cittadinanza ai sensi dell’art. 4, comma 2 della legge 5 febbraio 1992, n. 91 con la quale il neo diciottenne straniero nato in Italia chiede di avviare la relativa pratica e, al fine di consentire all’ufficio l’acquisizione d’ufficio della documentazione necessaria all’istruzione della pratica e a comprovare il possesso dei requisiti, l’interessato dichiara i Comuni di residenza, le scuole frequentate e allega fotocopia del passaporto, del titolo di soggiorno ed eventuale altra documentazione e ricevuta del versamento dei 250,00 euro. Dopo aver provveduto alla verifica dei requisiti si procede alla dichiarazione di voler acquistare la cittadinanza italiana da iscriversi nel registro degli atti di cittadinanza e trasmissione del tutto al sindaco per l’accertamento. Prassi ritenuta corretta anche in base all’atto di dichiarazione che riporta: (…)
Ora dichiara di avere compiuto il diciottesimo, ma non ancora il diciannovesimo anno di età, di voler acquistare la cittadinanza italiana. A tal fine mi ha prodotto (ovvero: e/o ho acquisito; e/o ho visionato) i seguenti documenti (…) Poiché quanto mi è stato esposto risulta dai documenti prodotti, ho ricevuto tale dichiarazione (…)
Fino ad ora siamo stati fortunati perché tutti possedevano i requisiti!
Ora ci ritroviamo a gestire l’istanza da parte di un diciottenne che non possiede i requisiti:
– dalla data di nascita 21 marzo 2002 fino al 18 gennaio 2005 non è stato titolare di permesso di soggiorno; – Risulta iscritto in un Comune italiano per immigrazione dall’estero dall’1 giugno 2005;
– Per gli anni 2002-2003 a dimostrazione della sua permanenza in Italia, anche prima dell’iscrizione, ha presentato libretto delle vaccinazioni;
– Per ammissione stessa del ragazzo nel 2004, per motivi economici, è tornato in Marocco con la madre; si tratta di un periodo di 1 anno che esclude la sussistenza dei requisiti richiesti per l’acquisto della cittadinanza italiana, ai sensi dell’art. 4, comma 2 della legge 91/1992 (non potendo invocare l’art. 33 del d.l. 69/2013, come convertito nella legge 98/2013);
Alla ricerca di un aiuto ho trovato un quesito analogo:
“L’interessato deve procedere al versamento di € 250 e rendere la dichiarazione di voler acquistare la cittadinanza italiana da iscriversi nel registro degli atti di cittadinanza: solamente dopo tale procedura l’ufficiale di stato civile si attiverà per verificare che sussistano le condizioni richieste per l’acquisto della cittadinanza italiana, ai sensi dell’art. 4, comma 2 della legge 91/1992, ed emettere esito di accertamento da trascriversi ed annotarsi”.
Alla luce di quanto sopra:
Non è possibile, avendo verificato la mancanza dei presupposti in base alla documentazione prodotta/acquisita opporre rifiuto che la parte potrà impugnare con ricorso all’autorità giudiziaria? Se così fosse chiederei il suo aiuto per un modello, come quello da Lei predisposto per il rifiuto alle pubblicazioni di matrimonio, visto l’importanza dell’argomentazione di un rifiuto (il suo articolo: Ipotesi di rifiuto dell’ufficiale di stato civile: riflessioni e suggerimenti ha lasciato il segno);
– oppure dovrei ora procedere ad iscrivere nel registro degli atti di cittadinanza la dichiarazione di voler acquistare la cittadinanza italiana? Come fare con la parte “Poiché quanto mi è stato esposto risulta dai documenti prodotti, ho ricevuto tale dichiarazione”? Il sindaco emetterà accertamento negativo…

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