Fondo minori allontanati: 250 milioni ai Comuni nel 2026

Ifel anticipa lo schema di riparto del Fondo per l’assistenza ai minori allontanati: 250 milioni ai Comuni nel 2026 dopo l’intesa Stato-Città del 30 luglio

27 Agosto 2026
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Con una nota del 6 agosto 2026 l’Ifel anticipa lo schema di decreto, la nota metodologica e la tabella delle assegnazioni ai Comuni per il riparto del Fondo destinato a coprire le spese per l’assistenza ai minori allontanati dalla casa familiare con provvedimento dell’autorità giudiziaria. L’intesa è stata sancita in Conferenza Stato-Città e autonomie locali il 30 luglio 2026.

Indice

Il Fondo e i criteri di riparto

La Conferenza Stato-città e autonomie locali, nella seduta del 30 luglio 2026, ha sancito l’intesa sullo schema di decreto del Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, che definisce criteri e modalità di riparto del Fondo. Le risorse contribuiscono alle spese sostenute dai Comuni per l’assistenza ai minori per i quali sia stato disposto l’allontanamento dalla casa familiare con provvedimento dell’autorità giudiziaria. I fondi sono destinati ai Comuni che presentano un rapporto superiore al 3% tra le spese per l’attuazione dei provvedimenti di affidamento del giudice minorile e il fabbisogno standard monetario per la funzione sociale.

La dotazione 2026 e l’incremento

Per il 2026 il Fondo dispone di una dotazione complessiva di 250 milioni di euro. L’importo deriva dall’incremento di 150 milioni previsto per il solo 2026 dalla legge di bilancio, che si aggiunge ai 100 milioni annui già stanziati per il triennio 2025-2027. Si tratta di un risultato significativo rispetto al primo riparto del 2025, quando ANCI aveva evidenziato l’insufficienza dello stanziamento di 100 milioni a fronte degli oneri sostenuti dai Comuni. Tali oneri sono passati dai 460 milioni certificati per il 2024 ai 530 milioni del 2025.

La richiesta di stabilizzazione

L’aumento delle risorse costituisce un rafforzamento importante ma parziale del sostegno ai Comuni, che continuano a sostenere una quota rilevante dei costi legati ai provvedimenti dell’autorità giudiziaria in materia di tutela dei minori. ANCI è già impegnata a sensibilizzare Governo e Parlamento affinché il contributo venga stabilizzato per una quota annua pari a 300 milioni di euro, anche per garantire un sostegno più robusto ai Comuni con spese significative ma meno incidenti rispetto ai fabbisogni standard monetari.

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