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CITTADINI STRANIERI - Cittadinanza dell’UE in vendita

Risoluzione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2014 sulla cittadinanza dell'UE in vendita

La cittadinanza europea non deve avere un “prezzo ” ha affermato il Parlamento europeo in una risoluzione votata giovedì scorso.
I deputati sono preoccupati per i regimi istituiti da vari Stati membri dell’UE e, in particolare, da Malta, che si traducono nella vendita della nazionalità e, quindi, della cittadinanza europea. Il Parlamento invita la Commissione a indicare chiaramente se questi sistemi rispettano la lettera e lo spirito dei trattati UE e le norme UE in materia di non discriminazione.

Alcuni Stati membri hanno introdotto programmi che comportano “direttamente o indirettamente” la “vendita ” della cittadinanza europea a cittadini di paesi terzi, anche se ogni Stato membro dovrebbe agire responsabilmente per preservare i valori e i risultati comuni dell’Unione. Questi sono inestimabili e “non possono avere un prezzo”, ribadisce la risoluzione, che è stata approvata con 560 voti favorevoli, 22 contrari e 44 astensioni.

La cessione a titolo definitivo della cittadinanza europea mina la fiducia reciproca su cui si fonda l’Unione.

Il Parlamento sottolinea inoltre che i diritti conferiti dalla cittadinanza dell’Unione, come il diritto di circolare e soggiornare liberamente all’interno dell’UE, non devono essere trattati come un “prodotto commerciale”. La cittadinanza europea implica un interesse nell’Unione e dipende dai legami personali con cittadini dell’UE e con i suoi Stati membri.

Inoltre, la cittadinanza per un programma di investimento, permette “di ottenere la cittadinanza dell’UE soltanto ai cittadini più ricchi di paesi terzi”, senza che vengano presi in considerazione altri criteri.

Malta è invitata a riallineare il suo programma di cittadinanza con i valori europei

Il documento evidenzia che Malta ha di recente adottato misure volte a introdurre un programma di vera e propria vendita della cittadinanza maltese, “che comporta automaticamente la vendita della cittadinanza dell’Unione, senza imporre alcun requisito di residenza”.

Inoltre, non è nemmeno chiaro se i cittadini maltesi beneficeranno di questa nuova misura, ad esempio tramite la riscossione delle imposte, dal momento che gli investitori stranieri non saranno tenuti a pagare le tasse. I deputati sottolineano che la cittadinanza “non comporta soltanto diritti ma anche responsabilità”.

Il Parlamento invita Malta ad allineare il suo attuale programma di cittadinanza ai valori europei. Gli altri Stati membri che hanno adottato programmi nazionali che consentono la vendita diretta o indiretta della cittadinanza dell’UE dovrebbero fare altrettanto.

Questi programmi sono compatibili con le norme UE?

Il Parlamento invita la Commissione europea a indicare chiaramente se questi programmi rispettino la lettera e lo spirito dei trattati dell’UE e il codice frontiere Schengen, nonché norme UE in materia di non discriminazione. Si chiede alla Commissione di formulare raccomandazioni per evitare che tali programmi pregiudichino i valori su cui si basa l’Unione europea, nonché orientamenti per l’accesso alla cittadinanza europea attraverso programmi nazionali.

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Questo il testo approvato nella seduta di giovedì 15 gennaio

Cittadinanza dell’UE in vendita

PE527.205

Risoluzione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2014 sulla cittadinanza dell’UE in vendita (2013/2995(RSP))

Il Parlamento europeo,

–    visti gli articoli 4, 5, 9 e 10 del trattato sull’Unione europea,

–    visto l’articolo 20 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

–    visto l’articolo 110, paragrafi 2 e 4, del suo regolamento,

A. considerando che ogni Stato membro dovrebbe agire in maniera responsabile per preservare i valori e i risultati comuni dell’Unione, e che tali valori e risultati sono inestimabili e non possono avere un prezzo;

B. considerando che diversi Stati membri hanno introdotto programmi che comportano direttamente o indirettamente la vendita della cittadinanza dell’UE a cittadini di paesi terzi;

C. considerando che un crescente numero di Stati membri rilascia permessi di soggiorno temporanei o permanenti a cittadini di paesi terzi che effettuano investimenti nello Stato membro interessato;

D. considerando che in alcuni Stati membri è possibile ottenere la residenza permanente, che dà accesso a tutto lo spazio Schengen; che determinati Stati membri stanno adottando misure che possono portare a una vera e propria vendita della cittadinanza dello Stato membro in questione;

E. considerando che in alcuni casi tali programmi d’investimento possono avere effetti secondari negativi, come distorsioni dei mercati immobiliari locali;

F.  considerando che il governo di Malta, in particolare, ha di recente adottato misure volte a introdurre un programma di vera e propria vendita della cittadinanza maltese, che comporta automaticamente la vendita della cittadinanza dell’Unione, senza imporre alcun requisito di residenza;

G. considerando che la vera e propria vendita della cittadinanza dell’UE compromette la fiducia reciproca su cui si fonda l’Unione;

H. considerando che i cittadini dell’UE, in particolare, hanno il diritto di circolare e di soggiornare liberamente sul territorio dell’Unione, di votare e di candidarsi alle elezioni comunali e alle elezioni al Parlamento europeo nello Stato membro in cui risiedono, alle stesse condizioni dei cittadini di tale Stato, nonché di beneficiare, nei paesi terzi, dell’assistenza dall’ambasciata o del consolato di un altro Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale Stato, se il loro paese non è rappresentato;

I.  considerando che l’UE si fonda sulla fiducia reciproca tra gli Stati membri, costruita attraverso anni di graduale lavoro e di buona volontà da parte degli Stati membri e dell’Unione nel suo insieme;

J. considerando che sono state espresse preoccupazioni anche in merito all’uso illecito di tali programmi d’investimento, incluse questioni come il riciclaggio di denaro;

K. considerando che sussistono preoccupazioni per quanto riguarda possibili discriminazioni, in quanto tali pratiche degli Stati membri permettono di ottenere la cittadinanza dell’UE soltanto ai cittadini più ricchi di paesi terzi, senza che vengano presi in considerazione altri criteri;

L.  considerando che non è chiaro se i cittadini maltesi beneficeranno realmente di questa nuova misura, ad esempio tramite la riscossione delle imposte, dal momento che gli investitori stranieri non saranno tenuti a pagare le tasse; che la cittadinanza non comporta soltanto diritti ma anche responsabilità;

M. considerando che la cittadinanza dell’UE è una delle principali conquiste dell’Unione e che, in base ai trattati dell’UE, le questioni della residenza e della cittadinanza sono di esclusiva competenza degli Stati membri;

1. è preoccupato che questa forma di ottenimento della cittadinanza maltese, come pure altri programmi nazionali che possano comportare una vera e propria vendita diretta o indiretta della cittadinanza dell’UE, compromettano il concetto stesso di cittadinanza europea;

2. invita gli Stati membri a riconoscere e a tenere fede alle proprie responsabilità per quanto concerne la difesa dei valori e degli obiettivi dell’Unione;

3. invita la Commissione, in qualità di custode dei trattati, a indicare chiaramente se tali programmi rispettino la lettera e lo spirito dei trattati e il codice frontiere Schengen, nonché le norme dell’Unione in materia di non discriminazione;

4. ribadisce che l’articolo 4, paragrafo 3, del trattato sull’Unione europea sancisce il principio della “leale cooperazione” tra l’Unione e gli Stati membri, che si rispettano e si assistono reciprocamente nell’adempimento dei compiti derivanti dai trattati;

5. esprime preoccupazione per le implicazioni di alcuni programmi d’investimento e di cittadinanza recentemente adottati da vari Stati membri dell’Unione;

6. riconosce che le questioni della residenza e della cittadinanza sono di competenza degli Stati membri; invita tuttavia gli Stati membri a essere prudenti nell’esercitare le loro competenze in questo ambito e a tenere conto delle possibili ripercussioni;

7. osserva che la cittadinanza dell’UE implica un interesse nell’Unione e dipende dai legami di una persona con l’Europa e i suoi Stati membri o dai legami personali con cittadini dell’Unione; sottolinea che la cittadinanza dell’UE non dovrebbe mai diventare un prodotto commerciabile;

8. sottolinea che i diritti conferiti dalla cittadinanza dell’UE si fondano sulla dignità umana e non dovrebbero essere acquistati o venduti a nessun prezzo;

9. evidenzia che l’accesso a finanziamenti non dovrebbe costituire il principale criterio per il conferimento della cittadinanza dell’UE a cittadini di paesi terzi; invita gli Stati membri a tenere conto delle preoccupazioni circa i reati connessi alla frode, come il riciclaggio di denaro;

10. osserva che la competizione in atto per condizioni d’investimento più allettanti o risorse finanziarie può portare a un abbassamento degli standard e dei requisiti legati all’ottenimento di un permesso di soggiorno nello spazio Schengen e della cittadinanza dell’UE;

11. invita la Commissione a valutare i diversi programmi di cittadinanza alla luce dei valori europei, nonché dello spirito e della lettera della legislazione e della prassi dell’Unione, e a formulare raccomandazioni allo scopo di evitare che tali programmi pregiudichino i valori su cui si basa l’Unione, nonché orientamenti per l’accesso alla cittadinanza dell’UE attraverso programmi nazionali;

12. invita Malta ad allineare il suo attuale programma di cittadinanza ai valori dell’UE;

13. invita gli Stati membri che hanno adottato programmi nazionali che permettono la vendita diretta o indiretta della cittadinanza dell’UE a cittadini di paesi terzi ad allinearli ai valori dell’Unione;

14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

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