CITTADINI STRANIERI - Avviati accertamenti sul trattamento riservato a due cittadini extracomunitari durante un’operazione di rimpatrio forzato condotta dalla Polizia

L’impiego del nastro adesivo, ha riferito il ministro dell’Interno Cancellieri alla Camera, è collegabile, «verosimilmente, a pregresse, recenti e negative esperienze nelle quali gli operatori di Polizia hanno subito gravi lesioni personali»
L’impiego del nastro adesivo per contenere le reazioni di due cittadini algerini, rimpatriati con volo aereo dalla Polizia, è stato «del tutto estemporaneo». Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ha riferito alla Camera dei Deputati sull’episodio documentato con materiale fotografico a bordo del volo del 17 aprile per Tunisi. Tale pratica, ha detto, «non appare corrispondere a nessuna della misure coercitive previste e, nei fatti, si traduce in un comportamento che la coscienza collettiva percepisce come offensivo per la dignità della persona». Per questo, ha annunciato, «il capo della Polizia ha disposto accertamenti a riguardo».

I quattro operatori della sicurezza coinvolti, ha precisato Cancellieri, fanno parte del Nucleo scorte nazionali e sono unità specializzate regolarmente abilitate per questi servizi. Sono stati chiamati ad intervenire dopo due vani consecutivi tentativi di imbarco per Tunisi dei cittadini stranieri, il 15 e il 16 aprile. I due algerini, ha spiegato il ministro ricostruendo i fatti, hanno mantenuto il loro atteggiamento di «forte opposizione» che è proseguito anche a bordo del velivolo, con «sputi, morsi, calci e pugni all’indirizzo del personale di scorta».
Anche per garantire la sicurezza dei passeggeri, gli operatori hanno deciso di adottare interventi coercitivi. Come peraltro ammette anche la normativa europea, hanno utilizzato fascette di velcro per i polsi e mascherine verdi sanitarie per la bocca, allo scopo di impedire la fuoriuscita del sangue procurato dalle pratiche autolesioniste dei due stranieri. L’uso del nastro per fissare le mascherine, invece, si collega «verosimilmente – ha spiegato il ministro – a pregresse recenti e negative esperienze nelle quali gli operatori di Polizia hanno subito gravi lesioni personali». Ristabilita la calma, tuttavia, le misure di sicurezza sono state rimosse.

Il ministro ha ricordato, infine, che la Polizia di Stato ha compiuto, «senza che si siano registrate evidenti criticità», 20.000 operazioni di rimpatrio nel 2011 e 4.000 solo nei primi mesi del 2012.

Qui il resoconto stenografico dell’informativa

fonte: www.interno.it

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