AI Act, il Garante Privacy approva il decreto ma chiede maggiori tutele

Parere favorevole sullo schema di decreto legislativo che attua in Italia il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale

4 Agosto 2026
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Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto legislativo che disciplina l’attuazione in Italia dell’AI Act europeo, il regolamento comunitario sull’intelligenza artificiale. Il provvedimento definisce il sistema nazionale di governance e vigilanza sull’IA e individua il Garante come Autorità di vigilanza del mercato per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio impiegati in ambiti particolarmente delicati per i diritti fondamentali, tra cui giustizia, attività di contrasto, immigrazione, gestione delle frontiere e processi democratici. Il decreto introduce inoltre disposizioni per i settori finanziario e assicurativo e promuove iniziative di alfabetizzazione digitale e formazione sull’uso consapevole dell’intelligenza artificiale.

Indice

Le richieste dell’Autorità

Pur esprimendo un giudizio favorevole, il Garante ha formulato una serie di osservazioni e condizioni per rafforzare il testo. Tra le principali richieste figura il riconoscimento del potere di adottare linee guida, raccomandazioni e buone pratiche, al pari delle altre Autorità competenti in materia di IA. L’Autorità chiede inoltre di chiarire le modalità di applicazione delle sanzioni di propria competenza, secondo quanto previsto dal Codice della privacy, e di essere coinvolta nelle attività dello Spazio di sperimentazione italiano per l’intelligenza artificiale.

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Focus sul lavoro e sulle nuove competenze

Il Garante propone anche di definire con maggiore precisione il proprio ruolo nelle procedure di valutazione della conformità dei sistemi di IA ad alto rischio, per i quali l’AI Act gli attribuisce specifiche funzioni di vigilanza. Tra le richieste figura inoltre l’estensione del divieto di decisioni assunte esclusivamente da sistemi automatizzati di intelligenza artificiale anche alle valutazioni che possono incidere in maniera significativa sul rapporto di lavoro, come quelle riguardanti prestazioni, premi e progressioni di carriera. Infine, l’Autorità evidenzia la necessità di adeguare le risorse finanziarie a disposizione, affinché possa esercitare in modo efficace le nuove funzioni di vigilanza previste dalla normativa europea.

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