Intelligenza artificiale nella PA: approvate le regole nazionali, per i Comuni si apre la sfida dell’attuazione

Il Consiglio dei ministri del 10 giugno 2026 ha approvato in esame preliminare due schemi di decreto attuativi della legge n. 132/2025. Decisione umana, formazione e responsabilità dirigenziale i nodi per gli Enti locali

12 Giugno 2026
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Il Consiglio dei ministri del 10 giugno 2026 ha approvato in esame preliminare due schemi di decreto attuativi della legge n. 132/2025. Decisione umana, formazione e responsabilità dirigenziale i nodi per gli Enti locali.

Il Consiglio dei ministri del 10 giugno 2026 (comunicato n. 177) ha approvato in esame preliminare due schemi di decreto legislativo attuativi della legge n. 132/2025 sull’intelligenza artificiale. Il pacchetto, conforme all’AI Act europeo (Regolamento UE 2024/1689), introduce un quadro organico fondato su un principio antropocentrico: l’AI sostiene le decisioni pubbliche, ma non sostituisce la responsabilità umana. Restano i passaggi in Commissioni parlamentari, Conferenza delle Regioni e Authority.

Il quadro normativo e il principio della decisione umana

L’impianto colloca l’intelligenza artificiale dentro una cornice di responsabilità, tutela dei diritti e governance definita. Il punto più rilevante per gli Enti locali riguarda i rapporti di lavoro: l’AI non può adottare in via esclusivamente automatizzata decisioni su assunzioni, modifiche del rapporto, provvedimenti disciplinari o licenziamenti. Tali scelte restano riservate a una persona fisica con effettivi poteri decisionali, e il lavoratore ha diritto a una motivazione comprensibile. Per i Comuni che valutano sistemi di gestione del personale, turni o performance, il tema diventa quindi non solo tecnologico, ma giuslavoristico, organizzativo e sindacale.

Formazione e responsabilità dirigenziale

La formazione del personale pubblico viene trattata come leva strutturale della riforma, con percorsi differenziati: alfabetizzazione di base, formazione mirata su procedimenti e gestione documentale, alta formazione per dirigenti, RTD e uffici del personale, in raccordo con la Scuola nazionale dell’Amministrazione.

Cresce inoltre il peso della responsabilità dirigenziale: gli output devono restare comprensibili, verificabili e sorvegliati. Non sarà ammissibile la deresponsabilizzazione dietro la formula “lo ha deciso il sistema”. Particolare attenzione richiede il capitolo sulla polizia locale: identificazione biometrica e riconoscimento facciale sono ammessi solo in casi eccezionali, con limiti temporali, geografici e di tracciabilità.

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Implicazioni operative per gli Enti

Per i Comuni la priorità si sposta dall’acquisto di strumenti alla costruzione di capacità amministrativa. Gli adempimenti da presidiare:

  • Governance: individuare chi guida l’adozione dell’AI nell’Ente;
  • Casi d’uso: selezionare i procedimenti su cui partire;
  • Documentazione: tracciare decisioni, limiti e responsabilità, per ridurre il rischio di contenzioso;
  • Competenze: programmare la formazione per personale e dirigenti.

Gli schemi approvati il 10 giugno 2026 sono in esame preliminare: non sono ancora in vigore. L’iter prevede i pareri di Commissioni parlamentari, Conferenza delle Regioni e Authority prima dell’approvazione definitiva. Il principio cardine resta la riserva di decisione umana sui provvedimenti che incidono sui diritti.

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