Carta d’identità: dal 3 agosto valida solo la versione elettronica

Non sarà più valida la versione cartacea, al via la campagna istituzionale per informare i cittadini

12 Maggio 2026
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Dal 3 agosto la versione cartacea della carta di identità cesserà di essere valida sia in Italia sia nei Paesi dell’Unione Europea, indipendentemente dalla data di scadenza riportata sul retro. Da quel momento, infatti, l’unica versione valida sarà la Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Una transizione che segna un ulteriore passo avanti nel percorso di digitalizzazione del Paese e nel rafforzamento degli standard di sicurezza e innovazione dei documenti di identità.

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Al via la campagna istituzionale per informare i cittadini

Per sensibilizzare i cittadini, la Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e il Ministero dell’Interno hanno avviato la campagna istituzionale “Se non è elettronica, non vale“, realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Spot radio-televisivi e contenuti social illustrano situazioni concrete della vita quotidiana in cui la CIE è indispensabile, con un messaggio diretto e inequivocabile.
Lo spot radio-tv e la campagna social raccontano, con un linguaggio diretto e immediato, tre momenti della vita quotidiana in cui avere la Carta di Identità Elettronica è importante: l’imbarco su un aereo di linea, un’operazione allo sportello di una banca, fino all’identificazione della maggiore età per l’accesso a un evento in discoteca. Situazioni concrete, tra le tante della vita quotidiana, che mettono al centro un messaggio semplice e inequivocabile: se non è elettronica, non vale.

Cosa devono fare i Comuni

I Comuni hanno un ruolo operativo centrale in questa transizione. Per accompagnare le attività informative sui territori, la campagna mette a disposizione dei Comuni un kit di comunicazione contenente materiali e strumenti personalizzabili rivolti alla cittadinanza. Le Amministrazioni devono:
– informare i residenti sulla scadenza del 3 agosto e sulla necessità di rinnovare per tempo il documento;
– garantire la gestione dei picchi di richieste allo sportello anagrafico nei mesi precedenti la scadenza;
– utilizzare i canali istituzionali per diffondere i materiali della campagna nazionale.

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Il ricorso a personale somministrato

Non sono lasciati soli i Comuni italiani che si preparano a gestire un incremento eccezionale di richieste per il rilascio della Carta d’Identità Elettronica (CIE). Per fronteggiare questo picco, il Ministero dell’Interno ha fornito chiarimenti cruciali circa il ricorso a personale somministrato.

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Secondo la Direzione Centrale per i Servizi Demografici, le Amministrazioni possono utilizzare lavoratori somministrati a tempo determinato per le attività materiali legate alla CIE. Fondamentale è il richiamo all’art. 36 del d.lgs. n. 165/2001 (TUPI): l’unico limite invalicabile per questi lavoratori è l’esercizio di funzioni direttive o dirigenziali.

L’orientamento chiarisce che l’impiego in tali attività non comporta una delega delle funzioni di ufficiale d’anagrafe, poiché il personale opera sotto la direzione e il controllo dell’Ente utilizzatore.

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