L’introduzione dell’Archivio Nazionale informatizzato dei registri dello Stato Civile (ANSC), istituito presso il Ministero dell’Interno e disciplinato dal decreto del Ministro dell’Interno 18 ottobre 2022, ha determinato il definitivo superamento del sistema cartaceo quale modalità ordinaria di formazione degli atti dello stato civile, sancendo il principio secondo cui l’atto è oggi un documento informatico formato e conservato esclusivamente all’interno della piattaforma nazionale.
Nel decreto 18 ottobre 2022, all’art. 10, il Ministero dell’Interno ha previsto procedure specifiche volte a garantire la continuità del servizio anche nel caso di “malfunzionamento o irregolare funzionamento del sistema”. In tali circostanze assume particolare rilevanza il registro di emergenza, strumento analogico di “uso straordinario” che consente la regolare formazione degli atti e la loro successiva trasposizione nel sistema digitale.
Cos’è il registro di emergenza?
Il decreto 18 ottobre 2022, art. 10, comma 2, prevede che in caso di malfunzionamento del sistema ANSC “[…] le iscrizioni, le trascrizioni e le annotazioni degli atti, vengono registrate cronologicamente su apposito registro con l’indicazione della data e dell’orario dell’operazione. Subito dopo il ripristino del sistema esse vengono registrate nell’ANSC secondo l’ordine risultante da detto registro”.
Il registro di emergenza non sostituisce l’ANSC, ma svolge una funzione meramente temporanea, consentendo la formazione dell’atto su supporto analogico e la sua successiva acquisizione nel sistema informatico nazionale.
Con le circolari n. 64/2025 e n. 85/2025 il Ministero dell’Interno ha precisato alcuni aspetti sulla predisposizione e tenuta dei registri.
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Manuale operativo per lo stato civile. Regolamento e procedure
Il decreto del Ministro dell’interno 18 ottobre 2022 (G.U. n. 269 del 17 novembre 2022) ha sancito l’avvio e il funzionamento di ANSC (Archivio Nazionale Stato Civile), tempi e modi per il passaggio dalla registrazione analogica e formazione cartacea dei registri di stato civile alla modalità completamente digitale. Il D.M. 9 novembre 2020, aveva già disposto la riduzione del formato dei registri in A4, per una maggiore semplificazione operativa. La tanto attesa digitalizzazione non modifica il contenuto e la sostanza degli atti, né riduce la responsabilità dell’ufficiale dello stato civile chiamato a svolgere un ruolo di particolare rilevanza per il quale occorre elevata professionalità. Per poter affrontare correttamente le procedure e gli adempimenti che è chiamato a svolgere nel corso del proprio lavoro, ogni giorno più complesso, è necessario avere conoscenza dei principi fondamentali in materia di cittadinanza, filiazione, riconoscimento, adozione, diritto al nome, matrimonio, separazione e divorzio, unione civile, di quella parte cioè del codice civile che si occupa del diritto di famiglia. Neppure possono essere trascurate le normative di diritto internazionale privato, i trattati e le convenzioni internazionali, le disposizioni di polizia mortuaria, ma anche la disciplina del procedimento amministrativo, le leggi speciali in materia di culti ammessi o disciplinati da intese. A questo, occorre aggiungere anche il continuo apporto della giurisprudenza che sempre più di frequente interviene per delineare, ridefinire o ampliare istituti e concetti giuridici che l’ufficiale di stato civile è tenuto poi ad applicare, a volte direttamente, in prima persona. Occorre cioè avere conoscenza di un quadro normativo e giurisprudenziale estremamente vasto e, oltretutto, in costante cambiamento ed evoluzione. Il volume, unendo teoria e pratica, ha l’obiettivo di rappresentare, per l’ufficiale di stato civile, una guida per svolgere al meglio il lavoro quotidiano e raggiungere livelli di professionalità sempre più elevati. Renzo CalvigioniGià responsabile Servizi Demografici, esperto e docente Anusca, Direttore della Rivista “I Servizi Demografici”.
Renzo Calvigioni | Maggioli Editore 2023
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