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CITTADINANZA - La maggioranza tova l'accordo sul c.d. "Ius soli soft"

La maggioranza tova l’accordo sul c.d. “Ius soli soft”

Sbloccato ieri l’impasse in Commissione Affari costituzionali alla Camera sul cosiddetto “Ius soli soft” grazie ad un accordo di maggioranza. Approvati due emendamenti, presentati da Sc e Ncd, che modificano il testo: si tratta dell’obbligo della frequenza per i minori di 5 anni di un ciclo scolastico e del vincolo del permesso di soggiorno di lunga durata.

“Stasera chiuderemo i lavori in commissioni; lunedì o martedì il testo sarà in Aula. Si tratta di una riforma importante per il futuro dell’Italia che andava condivisa con il numero più ampio possibile di forze politiche. Per questo, l’accordo di maggioranza e, auspico, l’appoggio di parte della minoranza è un ottimo risultato”, ha commentato Khalid Chaouki, deputato del Pd, l’accordo di ieri in Commissione Affari costituzionale sul d.d.l. cittadinanza. “C’è l’impegno di tutti che impianto resti invariato”.  “Ci siamo accordati sull’introduzione del obbligo di almeno cinque anni di frequenza di un ciclo scolastico per i minori che richiedono la cittadinanza italiana. Si tratta di una richiesta di Sc. Ed abbiamo deciso, su suggerimento di Ncd, di introdurre tra i criteri per l’accettazione della domanda anche il possesso del permesso di soggiorno di lunga durata. Si tratta di due criteri coerenti con il principio che prevede un radicamento in Italia della famiglia – spiega Chauki – La frequenza dei minori a scuola è la migliore testimonianza del radicamento della famiglia sul territorio. Inoltre, è un titolo che già hanno numerosi migranti presenti in Italia. Parliamo di circa 800mila bambini. È una soluzione che va incontro alle richieste di tanti lavoratori in Italia e di tante associazioni”. 


Sel, in commissione compromesso al ribasso 

“L’accordo raggiunto ieri in Commissione tra Pd e Ncd sul cosiddetto Ius soli temperato rappresenta un compromesso al ribasso, rispetto a quanto era previsto nel testo base, che renderà più complicato richiedere la cittadinanza. Ancora una volta, per esigenze legate alla tenuta della maggioranza di governo, il Partito Democratico decide di accontentarsi del risultato minimo”. Lo dice Celeste Costantino, deputata di Sel in Commissione Affari Costituzionali.
“L’emendamento proposto da Ncd e approvato in Commissione – prosegue l’esponente di Sel – prevede che il genitore straniero debba essere in possesso del permesso di soggiorno Ue di lungo periodo. Peccato che le condizioni per ottenere questo tipo di permesso siano molto stringenti e tra i requisiti necessari figurano anche particolari condizioni economiche e standard abitativi penalizzanti. Questo potrebbe causare non pochi problemi a tutti quegli stranieri e straniere che, pur essendo residenti legalmente nel nostro Paese da anni, non hanno i requisiti previsti dal permesso di soggiorno Ue. Il Parlamento ha perso l’ennesima occasione: quella di affermare con chiarezza che chiunque nasca in Italia è un cittadino italiano a tutti gli effetti, conclude Costantino”.

(La Gazzetta degli Enti Locali)

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