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ENTI LOCALI- STRANIERI - Voli “COVID-tested” tra Stati Uniti e Italia

Fiumicino primo aeroporto in Europa: tamponi all’imbarco e all’arrivo

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l’Ordinanza 23 novembre 2020 firmata dai Ministri della Salute, dei Trasporti e degli Esteri che autorizza l’avvio di una sperimentazione di voli aerei “Covid-tested” tra alcuni aeroporti USA (New York JFK, Newark Liberty e Atlanta Hartsfield–Jackson) e quello di Roma Fiumicino Leonardo da Vinci.

Si tratta di uno sviluppo molto importante per le relazioni bilaterali, finalizzato a favorire i collegamenti aerei tra Italia e Stati Uniti nel pieno rispetto di elevati livelli di sicurezza sanitaria per i viaggiatori e per il nostro Paese.

Grazie all’effettuazione di un test antigenico rapido direttamente in aeroporto negli USA ovvero la presentazione di un certificato negativo di test molecolare PCR oppure antigenico fatto nelle 48 ore prima della partenza e di un secondo test all’arrivo a Roma-Fiumicino nelle strutture già predisposte, i passeggeri che risulteranno negativi potranno entrare in Italia senza necessità di sottoporsi a sorveglianza sanitaria o isolamento fiduciario di 14 giorni.

Anche i voli in partenza dall’Italia verso gli USA potranno imbarcare passeggeri testati. All’arrivo occorrerà seguire le raccomandazioni aggiornate delle Autorità americane.

Continueranno invece ad applicarsi le limitazioni connesse alle motivazioni del viaggio, restando ammessi gli ingressi in Italia per ragioni di lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Da parte americana si continueranno ad applicare le limitazioni vigenti sulla provenienza geografica dall’area Schengen (e relative eccezioni), con la possibilità di ottenere una eventuale National Interest Exeption per documentati motivi dalla rete consolare USA.

Oltre alle disposizioni nazionali italiane e federali americane, occorrerà continuare a rispettare anche le norme applicate localmente dalle Regioni italiane e dagli Stati USA, che in alcuni casi possono prescrivere comportamenti più restrittivi, da verificare volta per volta a seconda della destinazione finale.

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SPECIALE COVID-19

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