Un cittadino, attualmente iscritto in anagrafe come persona senza fissa dimora presso la via fittizia del Comune, ha presentato domanda di iscrizione anagrafica presso un appartamento, dichiarando di dimorarvi abitualmente da tempo. L’interessato riferisce che il contratto di affitto era intestato alla moglie, la quale ha trasferito la propria residenza nel febbraio 2025, mentre egli ha continuato a vivere nell’abitazione. Pur non disponendo di un contratto di locazione, ha prodotto documentazione attestante il pagamento di somme al proprietario fino a novembre 2025 e altra documentazione riferibile all’immobile. Nel corso dell’istruttoria, il proprietario, informato dall’ufficio quale controinteressato, ha trasmesso una diffida legale con la quale intimava all’interessato di lasciare l’abitazione, sostenendo inoltre che lo stesso non versa alcun canone da novembre 2025. Si chiede se la presenza di tale diffida possa giustificare l’annullamento in autotutela dell’iscrizione anagrafica richiesta e il conseguente ripristino della precedente registrazione presso la via fittizia.
Residenza anagrafica in immobile occupato e diffida del proprietario
Come procedere?
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