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CITTADINI STRANIERI - Rassegna di giurisprudenza

Mercoledì 16 marzo 2011

Tar Lombardia, Milano, 24 gennaio 2011, n. 164
E’ rilevante, ai fini di escludere il solo carattere ostativo di un reato, il decorso di un notevole lasso di tempo tra il compimento del fatto ed il provvedimento attinente al permesso di soggiorno

Tar Lombardia, Milano, 24 gennaio 2011, n. 165
Osta alla regolarizzazione del lavoro irregolare l’abbandono, dopo pochissimo tempo, prima della convocazione in Questura, dell’attività lavorativa, presso il datore di lavoro indicato nella domanda

Ordinanza Corte di Cassazione 21 dicembre 2010, n. 25859
Lo scambio di prestazioni di lavoro domestico, rese da una straniera alla famiglia, contro vitto, alloggio e retribuzione pecuniaria sia pur modesta da luogo a rapporto di lavoro subordinato, ove non risultino tutti gli elementi del rapporto cosidetto alla pari, richiesti dalla l. 304/1973

Ordinanza Corte di Cassazione 4 novembre 2010, n. 22515
Traduzione del provvedimento di espulsione

Corte di Cassazione 8 ottobre 2010, n. 20889
Sull’impugnazione del decreto di espulsione

Corte di Cassazione sez. penale 17 maggio 2010 (ud. 3 febbraio 2010),  n. 18527
L’inespellibilità, contemplata dall’art. 19, c. 2, lett. c), TU immigrazione, si applica a tutte le espulsioni giudiziali, ivi compresa l’espulsione dello straniero prevista per i reati in materia di sostanze stupefacenti.

Corte di Cassazione se. penazle. 23 marzo 2010 (ud. 25 febbraio 2010),  n. 11048
L’art. 22, c. 12, TU immigrazione, sanzionando la condotta del datore di lavoro che “occupa” alle proprie dipendenze lavori stranieri clandestini, attribuisce in modo inequivoco rilievo all’effettivo svolgimento della prestazione lavorativa piuttosto che al momento della costituzione del rapporto.

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