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CITTADINI STRANIERI - Pubblicazioni cittadino straniero divenuto italiano – Divorzio – Documentazione

Risposta a quesito

Quesito: Dovremmo eseguire delle pubblicazioni di matrimonio di un cittadino di origini marocchine che ha acquistato la cittadinanza italiana recentemente. La persona però a noi risulta coniugata in Marocco, ma nel frattempo ha ottenuto il divorzio sempre in Marocco. Dietro nostra richiesta di documento che attesti che è divorziato (eventuale copia della sentenza di divorzio legalizzata e tradotta) ci ha prodotto solamente la sentenza (non legalizzata) più la traduzione il tutto asseverato con un giura-mento davanti al Cancelliere del Tribunale. Si chiede se tale documento possa essere accettato per eseguire le pubblicazioni di matrimonio.

Risposta: Se il cittadino straniero divenuto italiano risultava coniugato agli atti anagrafici, come in effetti era, per poter procedere alle pubblicazioni è necessario che dimostra di aver riacquistato lo stato libero e che tale risulti anche per il nostro ordinamento. Per-tanto, è necessario che presenti copia della sentenza di divorzio legalizzata e tradotta, che l’ufficiale dello stato civi-le dovrà verificare per accertare che la stessa soddisfi i requisiti di cui all’art. 64 della legge 218/1995. Si precisa che il requisito formale della legalizzazione e traduzione è necessario ed indispensabile, in quanto richiesto pure dall’art. 33 del d.P.R. 445/2000, oltre che dall’art. 21 comma 3 del d.P.R. 396/2000, il quale ultimo dispone espressamente che la legalizzazione deve essere eseguita dalla nostra autorità diplomatica o competenza: in proposito, la mancanza della legalizzazione non può essere sanata in alcun modo ed il fatto che il documento non legalizzato sia tradotto nei modi di legge non fa venire meno la carenza della legalizzazione. Pertanto, il documento non è valido secondo il nostro ordinamento e non può essere utilizzato ai fini delle pubblicazioni di matrimonio: sarà cura degli interessati, spedirlo alla nostra autorità diplomatica o consolare all’estero, affinché provveda alla legalizzazione.

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