La rilevazione sulle persone senza dimora nei 14 Comuni Centro di Area Metropolitana (CCAM) si inserisce nel quadro del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni ed è stata promossa e coordinata dall’ISTAT in collaborazione con fio.PSD-ETS (Federazione italiana organismi per le persone senza dimora).
L’organizzazione operativa dell’indagine ha previsto un ruolo articolato dei diversi attori coinvolti. In particolare, fio.PSD-ETS ha curato il reclutamento e il coordinamento della rete dei rilevatori, mentre le amministrazioni comunali hanno fornito supporto logistico, contribuendo alla mappatura delle aree di rilevazione e delle strutture di accoglienza notturna, oltre a garantire le condizioni di sicurezza durante le operazioni di conteggio.
L’obiettivo dell’indagine è la produzione di dati affidabili e metodologicamente coerenti con gli standard internazionali, al fine di rilevare e monitorare la grave marginalità adulta. I 14 Comuni coinvolti sono: Torino, Genova, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Messina, Catania e Cagliari.
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Il metodo “Point in Time” e la prima fase di rilevazione
L’impianto metodologico dell’indagine è articolato in due fasi integrate e sequenziali. La prima fase, i cui risultati sono oggetto della presente nota, ha riguardato il conteggio delle persone senza dimora ed è stata condotta nella notte del 26 gennaio 2026. La seconda fase, svolta il 28 e 29 gennaio, è basata su una rilevazione campionaria attraverso interviste dirette, finalizzata ad approfondire le caratteristiche della popolazione osservata.
Per il conteggio è stato adottato l’approccio “Point in Time”, che prevede la rilevazione diretta, nella stessa notte e in modo simultaneo in tutti i 14 CCAM, delle persone senza dimora. Tale metodologia consente di ottenere una stima puntuale del fenomeno, riferita a coloro che, nella notte considerata, vivevano in strada, in sistemazioni di fortuna oppure erano ospiti di strutture di accoglienza notturna.
I dati diffusi riguardano dunque esclusivamente questa prima fase e restituiscono una fotografia circoscritta nel tempo del fenomeno della homelessness nelle principali aree metropolitane italiane.
Limiti di confrontabilità e prime implicazioni per le amministrazioni
Un elemento metodologico rilevante riguarda la non confrontabilità dei dati con precedenti rilevazioni Istat sulla popolazione senza dimora. Tale limite deriva sia dalla specificità dell’approccio utilizzato sia dalla diversa copertura territoriale dell’indagine, circoscritta ai 14 Comuni centro di area metropolitana.
Per le amministrazioni locali, tuttavia, i risultati rappresentano una base informativa significativa per comprendere la dimensione del fenomeno in un preciso momento temporale e per orientare, su base territoriale, le successive attività di analisi e intervento. In particolare, la seconda fase dell’indagine, basata sulle interviste, potrà fornire ulteriori elementi conoscitivi utili a delineare con maggiore precisione i bisogni delle persone senza dimora e a supportare la programmazione dei servizi dedicati.
I principali risultati
- Il numero delle persone senza dimora, di almeno 18 anni di età, rilevate il 26 gennaio 2026 nei 14 CCAM è pari a 10.037 individui (Prospetto 1).
- Tra questi, 5.563 persone (55,4 per cento) erano ospitate nelle strutture di accoglienza notturna.
- Le ulteriori 4.474 persone (44,6 per cento) sono state conteggiate in strada, in spazi pubblici o in sistemazioni di fortuna (da ora in avanti semplicemente in strada).
- Roma presenta il valore assoluto più elevato (2.621 persone, di cui 1.299 in strada), seguita da Milano (1.641, di cui 601 in strada), Torino (1.036, di cui 372 in strada) e Napoli (1.029, di cui 566 in strada).
- Reggio Calabria registra la minore presenza di persone senza dimora (31 persone, 14 in strada); seguono Messina (129 persone, 25 in strada) e Catania (218 persone, 78 in strada).
- Le donne, fra le persone senza dimora, rappresentano una minoranza: in struttura risultano essere 1.189, rappresentando il 21,4 per cento; in strada è stato possibile distinguere il sesso per circa il 75 per cento dei casi conteggiati e tra questi circa il 12 per cento è rappresentato da donne.
- Nelle strutture di accoglienza notturna le persone di nazionalità straniera sono oltre i due terzi del totale (3.838 contro 1.725 di nazionalità italiana) e, anche tra chi è stato rilevato in strada, rappresentano il 70,5 per cento dei casi con nazionalità individuata.
- I giovani (tra i 18 e i 30 anni) rappresentano il 15,3 per cento (851 persone) degli ospiti delle strutture, le persone tra i 31 ai 60 anni il 61,3 per cento (3.413), mentre gli ultrasessantenni il 23,4 per cento (1.299). Tra i conteggiati in strada, la quota di chi ha oltre 60 anni è significativamente più bassa, pari al 10,6 per cento dei casi con età rilevata, a vantaggio di una maggiore concentrazione nella fascia d’età compresa tra i 31 e i 60 anni (73,2 per cento).
- La disponibilità di posti letto nelle strutture di accoglienza notturna considerate (pari a 6.678 posti letto) risulta inferiore al numero complessivo delle persone senza dimora conteggiate nelle strutture e in strada (10.037 persone), seppur con differenze rilevanti tra i Comuni.
- Roma accoglie oltre un quarto del totale delle persone senza dimora conteggiate (26,1 per cento); seguono Milano (16,4 per cento), Torino (10,3 per cento) e Napoli (10,3 per cento). Se complessivamente le persone senza dimora conteggiate in strada rappresentano il 44,6 per cento del totale, nelle quattro città delle Isole la quota risulta inferiore (Figura 1), raggiungendo il valore minimo a Messina (19,4 per cento); le quote più elevate si osservano invece a Genova (65,9 per cento), a Firenze (59,0 per cento) e a Napoli (55,0 per cento).
- Le persone senza dimora conteggiate corrispondono a circa lo 0,11 per cento della popolazione residente dei Comuni considerati. Va tuttavia precisato che il collettivo dei senza dimora include anche individui non iscritti in anagrafe o residenti in Comuni diversi da quelli dove si trovano a gravitare.
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