PDND: nasce l’Osservatorio strategico dati per la valorizzazione dei dati pubblici aggregati e anonimizzati

In Gazzetta il decreto del 15 maggio 2026 della Presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento per la trasformazione digitale) con le modalità di messa a disposizione dei dati aggregati e anonimizzati detenuti dalle Amministrazioni Pubbliche

14 Luglio 2026
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L’Osservatorio strategico dati entra nella Piattaforma digitale nazionale dati (PDND). Il decreto del 15 maggio 2026 della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per la trasformazione digitale, (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 159 dell’11 luglio 2026), definisce le modalità di messa a disposizione dei dati aggregati e anonimizzati detenuti dalle Amministrazioni Pubbliche.

Indice

Un nuovo strumento nella Piattaforma digitale nazionale dati

Il provvedimento attua l’articolo 50-ter, comma 4, del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e riguarda i soggetti individuati dall’articolo 2, comma 2, dello stesso Codice. La nuova infrastruttura è separata da quella destinata all’interoperabilità dei sistemi informativi.

Sarà progettata, realizzata e gestita da PagoPA S.p.A. per conto della Presidenza del Consiglio. L’obiettivo è sostenere politiche pubbliche basate sull’evidenza, utilizzando informazioni aggregate e prive di elementi che consentano di identificare le persone interessate.

Come funzionano i progetti di analisi dei dati

I dati potranno essere richiesti nell’ambito di specifici progetti individuati dal Dipartimento, anche su proposta delle Amministrazioni titolari delle banche dati. Per ciascun progetto vanno definiti:

– finalità;
– risultati attesi;
– tipologie di informazioni;
– soggetti coinvolti;
– misure tecniche di anonimizzazione.

I risultati potranno essere restituiti alle Amministrazioni titolari per verifiche sulla qualità dei dati. Le informazioni aggregate saranno pubblicate in formato aperto, secondo le regole sull’accesso e il riutilizzo dei dati pubblici.

Tutela dei dati personali e controlli periodici

I progetti con trattamenti a rischio elevato per diritti e libertà degli interessati vanno comunicati al Garante per la protezione dei dati personali, con la valutazione d’impatto prevista dal GDPR.

Ogni sei mesi il Dipartimento verifica, anche con controlli a campione, che i dati non consentano forme di reidentificazione, neppure indiretta.

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