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CITTADINI STRANIERI - Partita a Viterbo la sperimentazione del permesso di soggiorno elettronico

Il nuovo documento contiene un chip destinato a garantire una maggiore sicurezza dei dati anagrafici e biometrici del titolare, l’immagine del volto e le impronte digitali

Dati anagrafici e biometrici, immagine del volto al laser e impronte digitali tutti in un chip. Parte oggi a Viterbo la fase di sperimentazione del ‘nuovo permesso di permesso di soggiorno elettronico’ che conterrà la memorizzazione di tutti i dati del titolare.

La questura di Viterbo è stata infatti individuata quale ufficio pilota per il progetto di sperimentazione finalizzato ad adeguare i permessi di soggiorno italiani agli standard europei. Il nuovo documento contiene un componente elettronico, microchip contactless (ICs) con tecnologia a radiofrequenze, destinato a garantire una maggiore sicurezza dei dati anagrafici e biometrici del titolare, l’immagine del volto e le impronte digitali, consentendo anche l’accesso ai dati contenuti nel microprocessore da parte delle Forze di polizia su tutto il territorio dell’Unione europea.

Nel chip del documento, che garantirà elevati livelli di sicurezza contro la contraffazione e la falsificazione, saranno acquisite le impronte digitali a partire dall’età di sei anni e la stampa dell’immagine del volto del titolare in bianco e nero, anche attraverso l’impiego della tecnologia laser.

Acquisito il parere del Garante per la protezione dei dati personali, con il decreto del ministero dell’Interno 23 luglio 2013, che individuava le ‘Regole di sicurezza relative al permesso di soggiorno’, sono state dunque introdotte una serie di innovazioni tecnologiche e procedimentali che adeguano il precedente modello, in uso in italia, a quello comunitario. I dati personali ed identificativi del permesso di soggiorno e gli elementi biometrici primari acquisiti durante l’iter procedimentale saranno conservati nell’archivio informatizzato per un periodo pari alla durata del permesso di soggiorno CE, per soggiornanti di lungo periodo, e per un periodo non superiore a dieci anni per le altre tipologie di permesso di soggiorno.

fonte: Ministero dell’Interno

 

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