PA e intelligenza artificiale: le sfide future su sostenibilità, innovazione dei processi e formazione del personale

Solo il 44% delle PA ha avviato progetti concreti di Intelligenza Artificiale: persistono gravi carenze nelle infrastrutture ICT

15 Luglio 2025
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L’intelligenza artificiale si sta progressivamente affermando come uno strumento strategico per potenziare l’efficienza, migliorare la qualità dei servizi pubblici e supportare le decisioni nella Pubblica Amministrazione. Tuttavia, il panorama italiano appare ancora caratterizzato da forti disomogeneità. Numerosi studi e ricerche condotti negli ultimi mesi da enti autorevoli aiutano a comprendere meglio opportunità e criticità di questo processo.

Un percorso a rilento: la PA italiana tra entusiasmo e incertezze

Una recente indagine di Salesforce Italia in collaborazione con Teha Group evidenzia come solo il 44% delle amministrazioni pubbliche abbia individuato applicazioni concrete per l’uso dell’AI. Al contrario, il 30% non ha ancora esplorato in modo strutturato le potenzialità offerte da queste tecnologie. A rallentare il processo concorrono vari fattori: la frammentazione delle iniziative, l’assenza di una visione strategica coerente e la carenza di competenze tecniche. Basti pensare che meno del 10% del personale impiegato possiede una preparazione, anche di base, sull’argomento. Inoltre, oltre la metà delle amministrazioni segnala gravi deficit infrastrutturali in ambito ICT.

Le iniziative in corso: l’attenzione si concentra su progetti sociali e sostenibili

Nonostante le difficoltà, la PA italiana non è ferma. L’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), in collaborazione con il Politecnico di Milano, ha mappato ben 120 progetti legati all’intelligenza artificiale in corso presso amministrazioni centrali e gestori di servizi pubblici di rilevanza nazionale. Il 40% di questi progetti è rivolto a infrastrutture sociali e sostenibili, con un’elevata concentrazione nella fase sperimentale o di prototipazione. Le tecnologie maggiormente utilizzate rimangono quelle basate su machine learning classico, ma si osserva una crescita dell’interesse per strumenti generativi e chatbot. Gli obiettivi principali sono miglioramento dell’efficienza (42%), analisi e gestione dei dati (24%), facilitazione dell’accesso ai servizi (18%). Il valore medio dei progetti si aggira intorno ai 3,2 milioni di euro, finanziati in parte attraverso il bilancio ordinario e in parte con risorse del PNRR.

Le sfide da affrontare: dati di qualità, competenze e governance come fattori chiave

A frenare una diffusione più capillare dell’intelligenza artificiale sono, in larga parte, criticità ben note: mancanza di dati strutturati e interoperabili, carenze organizzative e culturali. A queste si aggiungono, secondo gli esperti di Forum PA, anche aspetti meno evidenti ma altrettanto determinanti, come l’impatto ambientale delle tecnologie adottate e l’assenza di indicatori condivisi per valutare i risultati. Per superare questi ostacoli, sarà fondamentale investire in modelli scalabili, piattaforme affidabili e figure professionali specifiche, come gli AI Officer e i Data Steward. A guidare questa trasformazione dovrà esserci una strategia nazionale forte, capace di garantire governance, trasparenza e tutela dei dati. Solo così l’intelligenza artificiale potrà diventare un vero motore di rinnovamento amministrativo e progresso sociale.

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