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PERSONALE - Osservatorio nazionale del lavoro agile nelle amministrazioni pubbliche

Compito dell’Osservatorio è quello di verificare l'avanzamento delle amministrazioni nella stesura dei Piani organizzativi del lavoro agile (Pola)

Si è riunita la Commissione tecnica dell’Osservatorio nazionale del lavoro agile, coordinata dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, e composta da altri 12 esperti tra interni alla Pubblica amministrazione ed esterni. Compito dell’Osservatorio è quello di verificare l’avanzamento delle amministrazioni nella stesura dei Piani organizzativi del lavoro agile (Pola) e ragionare sugli strumenti di organizzazione del lavoro agile in vista del superamento della fase legata all’emergenza sanitaria.

Riportiamo l’intervento del Ministro Brunetta:

“Massimo pragmatismo, massima responsabilità, per la soddisfazione dei cittadini ed efficacia ed efficienza dei servizi”

“Avremo a regime, tra sei mesi, lo smart working come una delle modalità contrattualizzate di espressione del lavoro pubblico e avremo esperienze da studiare, spero tutte di qualità e di successo. Questo è il percorso che abbiamo individuato: massimo pragmatismo, massima flessibilità e massima responsabilità, tenendo conto della soddisfazione dei cittadini e dell’efficacia e dell’efficienza dei servizi. Senza nessun pregiudizio, e prendendo spunto dalle esperienze fatte. Ritorno alla normalità non vuol dire ritorno a come eravamo prima, ma ritorno con una valorizzazione delle esperienze che abbiamo fatto e con il lavoro agile contrattualizzato, dunque regolato. E con un’ulteriore novità: nel decreto semplificazioni arriverà una riforma per unificare tutti i Piani oggi richiesti alle amministrazioni, dalla performance al Pola. Una compattazione nel nome della nuova organizzazione del lavoro pubblico il cui motore è il Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

“Smart working senza più rigidità, ma in ragione della soddisfazione dei cittadini e della produttività”

“Il lavoro agile nella Pubblica amministrazione ha attraversato tre fasi”, ha chiarito il ministro. “La prima è stata quella del lockdown totale, in cui lo smart working è stata la regola. La seconda è stata quella dell’emergenza, in cui è stata fissata la soglia minima del 50%. Con il ‘decreto proroghe’ di fine aprile abbiamo inaugurato la terza fase, eliminando la soglia minima. Tengo a precisare di nuovo che questo intervento non è affatto la cancellazione del lavoro agile, ma la valorizzazione della sperimentazione straordinaria condotta sin qui. Si è restituita alle amministrazioni la totale autonomia nell’organizzazione del lavoro degli uffici: in ragione della soddisfazione dei cittadini e dell’efficienza e produttività dei servizi, possono applicare lo smart working senza più rigidità”.

“Il lavoro agile troverà una sua regolazione entro fine anno nei contratti di lavoro“

“Nel frattempo – ha continuato il ministro – è partita la stagione dei rinnovi contrattuali, per cui il lavoro agile troverà una sua regolazione nei contratti di lavoro entro fine anno, quando auspicabilmente si chiuderà la fase emergenziale. A quel punto avremo il quadro completo e una prima verifica dell’esperienza di questi sei mesi di piena autonomia degli uffici, che l’Osservatorio e la Commissione tecnica saranno incaricati di monitorare. Vedremo come le amministrazioni avranno interpretato la loro autonomia e responsabilità”.

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