Matrimoni, unioni civili e divorzi: il quadro aggiornato al 2024

Analisi completa dei matrimoni, delle seconde nozze, dei matrimoni misti e delle unioni civili nel 2024 con dati territoriali, età media e tendenze

26 Gennaio 2026
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Nel 2024, in Italia, sono stati celebrati 173.272 matrimoni, con una flessione del 5,9% rispetto al 2023. Il calo riguarda in particolare i matrimoni religiosi, scesi dell’11,4%, consolidando un trend negativo che dura da decenni, interrotto solo da eventi congiunturali come la pandemia da Covid-19. Sul piano territoriale, il calo più marcato si registra nel Mezzogiorno (-8,3%), seguito dal Centro (-5,0%) e dal Nord (-4,3%). I dati provvisori dei primi nove mesi del 2025 confermano questa tendenza, indicando un’ulteriore diminuzione del 5,9%.
Il decremento dei matrimoni è legato a fattori strutturali, quali la riduzione numerica delle generazioni più giovani dovuta alla denatalità, e a cambiamenti culturali che hanno ridotto la propensione al matrimonio. La discesa dei primi matrimoni si accompagna alla crescita delle convivenze non matrimoniali: le libere unioni sono quasi quadruplicate dal 2000-2001 al 2023-2024, passando da circa 440.000 a oltre 1,7 milioni, con incremento maggiore tra celibi e nubili.

Rito civile e regime patrimoniale

Nel 2024, sei matrimoni su dieci sono stati celebrati con rito civile (61,3%). La quota è più alta nelle seconde nozze (95,1%) e nei matrimoni con almeno uno sposo straniero (91,8%). Tra i primi matrimoni, il rito civile riguarda il 50,2% dei casi, mentre tra i primi matrimoni con sposi entrambi italiani si attesta al 43,7%. Esiste una marcata variabilità territoriale: dal 26,0% nel Mezzogiorno al 58,5% nel Nord.
Il regime patrimoniale di separazione dei beni conferma la sua predominanza, scelta nel 74,8% dei matrimoni, in crescita rispetto al 74,3% del 2023 e al 40,9% del 1995.

Seconde nozze e vedovi

Le seconde nozze sono state 42.784, in calo del 3,5% rispetto al 2023, ma rappresentano il 24,7% del totale dei matrimoni (24,1% nel 2023). Tra gli sposi con divorzio pregresso, il 16,1% degli uomini e il 15,1% delle donne hanno sciolto precedenti matrimoni; queste percentuali salgono tra i 50 anni in poi (51,6% e 54,0%). La quota di vedovi è più bassa: 1,5% degli uomini e 1,0% delle donne, aumentando rispettivamente al 6,3% e 4,9% oltre i 50 anni.

Matrimoni misti e ruolo dei nuovi cittadini italiani

Nel 2024, 29.309 matrimoni hanno coinvolto almeno uno sposo straniero (16,9% del totale), in calo dell’1,4%. La tipologia più frequente resta quella di sposo italiano e sposa straniera (71,7%). La distribuzione territoriale mostra valori più elevati nel Centro-Nord (oltre 20%) e più bassi nel Mezzogiorno (9,9%). Le regioni con maggiore incidenza sono Bolzano (26,8%), Umbria (24,6%) e Toscana (24,1%), mentre Puglia e Sicilia registrano i valori più bassi (8,6%).
L’incremento dei cittadini italiani per acquisizione della cittadinanza ha aumentato la quota di matrimoni “teoricamente misti” celebrati tra nuovi italiani: nel 2024, il 16,5% dei matrimoni misti coinvolge almeno uno sposo italiano per acquisizione (era 8,3% nel 2018), mentre tra matrimoni di entrambi sposi italiani, questa quota sale al 4,9%.
Il “turismo matrimoniale” è confermato da 3.378 nozze tra coppie di stranieri non residenti. I matrimoni tra stranieri residenti in Italia sono stati 4.929 (-4,9%), rappresentando il 59,3% dei matrimoni tra cittadini entrambi stranieri.

Età media e rinvio delle prime nozze

Il rinvio delle prime nozze continua: l’età media è 34,8 anni per gli uomini e 32,8 per le donne, in aumento rispetto al 2023 di 0,1 anni. Il 56,9% degli uomini e il 69,9% delle donne si sposano entro i 34 anni (era rispettivamente 63,0% e 76,0% nel 2019). Il tasso di primo-nuzialità totale segnala 372 primi matrimoni per 1.000 uomini e 422 per 1.000 donne, valori in diminuzione rispetto al 2023.

Unioni civili

Le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono state 2.936 (-2,7%). Prevalgono quelle tra uomini (54,8%), concentrate nei grandi centri urbani: Roma (7,1%) e Milano (6,1%). La quota di partner stranieri è del 18,1%, con presenza crescente di nuovi italiani per acquisizione (9,4% nelle unioni miste).

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