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ANAGRAFE - Lo schedario della popolazione temporanea ai tempi dell’emergenza da Covid-19

Durante il periodo dell’emergenza epidemiologica c'è stato un aumento delle richieste di iscrizione “del domicilio” e/o di iscrizione nello schedario della popolazione temporanea

Approfondimento di N. Masotti

Durante il periodo dell’emergenza epidemiologica c’è stato un aumento delle richieste di iscrizione “del domicilio” e/o di iscrizione nello schedario della popolazione temporanea, richieste che si sono registrate in molti comuni.
Tale improvviso aumento è presumibilmente conseguente, in particolare, a due fattori:
– da un lato, la cogente esigenza dei cittadini di regolarizzare la loro posizione anagrafica e, soprattutto, di giustificare la loro presenza in abitazioni e luoghi diversi da quelli di iscrizione anagrafica, al fine di evitare le sanzioni previste dal Governo per limitare gli spostamenti delle persone ai soli casi di effettiva necessità ed urgenza;
– dall’altro lato, la maggiore disponibilità di tempo delle persone per “navigare” sul web alla ricerca della soluzione veloce alle loro aspettative. Come spesso accade infatti, senza il filtro e l’apporto degli “addetti ai lavori”, tali comportamenti finiscono spesso per ingenerare errate convinzioni e diffondere altrettanto errate interpretazioni di norme, anche preesistenti, ma a lungo ignorate, come è accaduto appunto con le disposizioni anagrafiche relative allo schedario della popolazione temporanea.

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