La settimana decisiva per la nuova legge elettorale è iniziata: il governo ha posto la questione di fiducia sugli articoli 1, 2 e 3 del testo modificato dal Senato. Alla Camera il voto conclusivo è atteso giovedì 8 ottobre, a scrutinio segreto. Da venerdì l’Italia conoscerà le regole con cui andrà alle urne nel 2027.
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Le tappe verso il voto di giovedì
Dopo settimane il provvedimento è tornato alla Camera per il voto definitivo. Il regolamento di Montecitorio impone che la fiducia sia votata per appello nominale 24 ore dopo la posizione della questione. Il calendario dei lavori:
- lunedì 5 ottobre: posta la fiducia sugli articoli 1, 2 e 3, come modificati dal Senato;
- martedì 6: dichiarazioni di voto e appello nominale sull’articolo 1 (non prima delle 14), poi sull’articolo 2;
- mercoledì 7: dalle 9 il voto sull’articolo 3 (non prima delle 10.50) e sull’articolo 8;
- giovedì 8: dalle 10.30 le dichiarazioni finali in diretta tv, con votazione non prima delle 12.30.
Dalle 16.15 di mercoledì, con eventuale prosecuzione notturna, si procederà con gli ordini del giorno. Il voto conclusivo sarà a scrutinio segreto, con l’incognita dei cosiddetti «franchi tiratori».
Come scatta il premio di governabilità
Il cuore della riforma — ribattezzata «Stabilicum» o «Melonellum» — è il premio di governabilità. Scatta quando una coalizione ottiene almeno il 42% dei voti validi sia alla Camera sia al Senato, assegnando 70 deputati e 35 senatori aggiuntivi. Se nessuno raggiunge quella soglia, il sistema resta un proporzionale puro e i seggi del premio sono attribuiti da un «listone» circoscrizionale. In ogni caso nessuna coalizione potrà superare 220 deputati e 113 senatori. Confermata la soglia di sbarramento: 3% per le singole liste, 10% per le coalizioni, con il «ripescaggio» — per le coalizioni — della migliore lista rimasta sotto soglia.
Preferenze e candidato premier: le novità
Lo scontro politico più acceso ha riguardato le preferenze, terreno di un confronto veemente tra maggioranza e opposizione. I capilista di circoscrizione restano bloccati e vengono eletti d’ufficio. Sulla scheda, sotto il simbolo e il nome del capolista, compariranno sei candidati già indicati dal partito: l’elettore potrà barrarne fino a tre. Altra novità rilevante: ogni lista e ogni coalizione dovrà indicare il nome del candidato alla presidenza del Consiglio da proporre al presidente della Repubblica, uno solo per ciascuna coalizione.
! — Ogni partito concorre al totale della coalizione per far scattare il premio anche se resta sotto il 3%: per questo i partiti dati sotto la soglia dovranno crescere o unirsi ad altri.
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