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CITTADINI STRANIERI - Legalizzazione – Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 – Albania – Ritiro della Riserva da parte dell’Italia

Come risulta dal sito della Conferenza dell’Aja di diritto internazionale privato “Le 26 mai 2011, l’Italie a retiré son objection. Par conséquence, la Convention est entrée en vigueur entre l’Italie et l’Albanie le 26 mai 2011”

In merito, dal sito dell’Ambasaciata d’Italia a Tirana, si riporta la news del 21 giugno 2011

ENTRATA IN VIGORE DELLA CONVENZIONE DE L’AJA SULLE APOSTILLE – NUOVE REGOLE PER LE LEGALIZZAZIONI

“L’Ambasciata d’Italia a Tirana è lieta di informare che, a seguito della decisione del Governo italiano di ritirare la riserva posta nel 2003 nei confronti dell’Albania, la Convenzione dell’Aja che sopprime la legalizzazione degli atti pubblici esteri (nota come Convenzione sulle apostille) è ora entrata in vigore anche tra Italia e Albania.

Gli atti pubblici albanesi, pertanto, non dovranno più essere legalizzati presso le Rappresentanze consolari italiane, per avere validità in Italia, ma dovranno soltanto essere muniti del timbro dell’Apostille da parte del Ministero degli Affari Esteri albanese.

Si tratta di uno sviluppo di grande importanza, che si è potuto raggiungere grazie ad un’iniziativa dell’Ambasciata d’Italia a Tirana che, considerati i progressi compiuti dall’Albania negli ultimi anni ed a seguito anche della liberalizzazione dei visti Schengen, ha richiesto al Ministero italiano degli Affari Esteri (d’intesa con gli altri Ministeri interessati, quello dell’Interno e quello della Giustizia) di ritirare la riserva che bloccava l’entrata in vigore della Convenzione dell’Aja tra Italia e Albania. L’impatto della nuova procedura, che comporterà per i cittadini albanesi un notevole risparmio sia di tempo che di denaro, sarà senza dubbio molto forte sulla popolazione albanese: basti considerare che la sola Cancelleria consolare dell’Ambasciata d’Italia a Tirana effettuava finora circa 77.000 legalizzazioni di atti ogni anno.

Si ricorda che, per essere accettati dalle Autorità italiane, gli atti pubblici (muniti del timbro dell’Apostille) dovranno comunque essere tradotti in lingua italiana; tale traduzione dovrà essere obbligatoriamente eseguita o certificata conforme all’originale da parte delle Rappresentanze consolari italiane (Ambasciata d’Italia a Tirana, Consolato Generale d’Italia a Valona, Consolato a Scutari).

A partire dal 1° luglio 2011, le Rappresentanze consolari non effettueranno quindi più le tradizionali legalizzazioni di atti pubblici albanesi, ma accetteranno soltanto documenti debitamente apostillati dal Ministero degli Esteri albanese. Sempre a partire dal 1° luglio 2011, non verranno più accettate le traduzioni effettuate da persone non inserite nella lista ufficiale dei traduttori giurati albanesi (depositata presso il Ministero della Giustizia). Per le traduzioni, gli utenti potranno quindi rivolgersi:
– alle stesse Rappresentanze consolari italiane, che provvederanno direttamente alla traduzione; 
– all’Istituto Italiano di Cultura di Tirana; 
– ad un traduttore giurato albanese (inserito nella lista depositata presso il Ministero della Giustizia).

I dettagli sulle procedure da seguire per ottenere la traduzione degli atti pubblici apostillati saranno resi noti nei prossimi giorni tramite i siti internet delle Rappresentanze diplomatico-consolari italiane in Albania. “

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