| «Guardate che quelli che si vedono laggiù non son giganti, bensì mulini a vento, e quel che in essi sembrano braccia sono le pale che, girate dal vento, fanno andare la macina del mulino» Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia (capitolo VIII) |
Il contributo analizza la disciplina della registrazione anagrafica delle persone inserite in strutture residenziali a prevalente funzione assistenziale o socio-sanitaria, evidenziando come l’ordinamento non preveda alcuna impossibilità giuridica di iscrizione in ragione del luogo di dimora abituale. Muovendo dal principio di necessaria corrispondenza tra dato anagrafico e realtà fattuale, si esaminano le principali resistenze applicative riscontrabili nella prassi amministrativa, spesso connesse alla ripartizione degli oneri economici dell’assistenza. Si approfondisce inoltre il ruolo delle convivenze anagrafiche e si ribadisce la natura vincolata dell’obbligo di iscrizione anagrafica, che deve sottrarsi ad indebite interferenze di valutazioni finanziarie o organizzative.
Non esistono luoghi per i quali l’ordinamento preveda l’impossibilità dell’iscrizione anagrafica; persistono piuttosto convinzioni errate, ampiamente diffuse, secondo cui la dimora abituale in determinate strutture non sarebbe idonea a fondare la registrazione della residenza. In tale contesto, l’ufficiale d’anagrafe è chiamato a mantenere un approccio rigorosamente ancorato al dato normativo e fattuale, evitando di lasciarsi guidare da rappresentazioni infondate che lo esporrebbero al rischio di combattere avversari inesistenti: una condizione non dissimile da quella di Don Chisciotte, che, travisando la realtà, scambiava i mulini a vento per giganti malvagi da sconfiggere.
La disciplina anagrafica subordina l’iscrizione esclusivamente all’effettiva sussistenza della dimora abituale, senza attribuire rilievo né alle caratteristiche dell’immobile né alle circostanze che hanno determinato la permanenza dell’interessato in quel luogo.
Abbiamo più volte indicato in questa newsletter che la funzione principale dell’anagrafe è quella di rappresentare fedelmente la realtà, per cui è necessario che le persone siano iscritte nel luogo in cui effettivamente dimorano. Quanto più la registrazione anagrafica risulterà aderente alla situazione di fatto, tanto più l’anagrafe potrà dirsi coerente con la propria funzione istituzionale.
In questo approfondimento intendiamo affrontare il tema della registrazione anagrafica delle persone inserite in strutture residenziali di diversa tipologia, quali case di riposo, residenze sanitarie assistite (RSA), residenze socio-sanitarie assistenziali per anziani (R.S.S.A.), comunità terapeutiche per il recupero di alcolisti e tossicodipendenti e comunità familiari per l’affido di minori.
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