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P.A.- PERSONALE - Lavoro agile nella PA: dal 15 ottobre regime d’alternanza e accordi individuali

Il rientro sarà immediato per i lavoratori addetti al front office, mentre gli altri avranno a disposizioni due settimane

Dal 15 ottobre la prestazione lavorativa in presenza nel pubblico impiego tornerà ad essere la modalità ordinaria di svolgimento delle mansioni; l’arrivo del Green Pass obbligatorio, dunque, sancisce anche il ritorno dello smart working a misura eccezionale, come sancito dalle disposizioni del D.P.C.M. del 23 settembre.

Il rientro sarà immediato per i lavoratori addetti al front office, mentre gli altri avranno a disposizioni due settimane per ripopolare i ranghi degli uffici pubblici; a Palazzo Vidoni il ministro Renato Brunetta sta appunto preparando un decreto recante le necessarie istruzioni operative. Tuttavia, anche al di fuori dal contesto sanitario emergenziale, non è consigliabile uno strappo netto alle misure di prevenzione fin qui adottate: dunque massima flessibilità oraria, così da evitare assembramenti in entrata e in uscita. La fase propriamente organizzativa spetterà ora al datore di lavoro pubblico, il quale potrà autorizzare il lavoro agile nell’attesa dei prossimi contratti nazionali nonché dell’esordio del Piano integrato di attività e organizzazione. Le parole d’ordine in questo periodo intermedio saranno principio della rotazione, ossia alternanza di lavoratori in smart working e in presenza, e principio di prevalenza, affinché sia privilegiata la prestazione in ufficio piuttosto che a casa. L’obiettivo non è soltanto salvaguardare i servizi all’utenza, bensì assicurare un funzionamento del congegno amministrativo tale da alleggerire anche l’arretrato. Il lavoro agile, quindi, tornerà alla sua forma ordinaria, come delineata dalla normativa del 2017, che presuppone accordi individuali, definizione degli obiettivi di performance e vigenza degli obblighi informativi. Bisognerà inoltre implementare l’individuazione delle fasce di disconnessione e di contattabilità. Ciò non potrà prescindere da infrastrutture informatiche in grado di assicurare la tutela dei dati e la dotazione, a favore degli addetti, di strumentazione necessaria per il lavoro agile. Misure queste che richiederanno anche uno stanziamento non indifferente; al riguardo però, tutto sembra tacere.

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