A seguito dell’introduzione dell’Archivio Nazionale informatizzato dello Stato Civile, ANSC, il quale ha visto la completa attuazione con il decreto del ministro dell’Interno 18 ottobre 2022, è stata radicalmente modificata la modalità di formazione degli atti di stato civile, tra cui quelli di matrimonio. Ciò che al momento sembra rimanere immutata è la procedura di richiesta della delega alla celebrazione del matrimonio presso un Comune diverso da quello che ha effettuato le pubblicazioni, che i nubendi hanno la facoltà di richiedere per motivi di opportunità e convenienza.
La possibilità di richiedere tale delega è regolata dall’articolo 109 del codice civile, il quale prevede che l’Ufficiale di Stato Civile, una volta eseguite le pubblicazioni, invii al Comune individuato dai futuri sposi un atto di delega nella quale si richiede all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di arrivo di procedere alla celebrazione del matrimonio. Di tale provvedimento, l’Ufficiale di Stato Civile dovrà farne menzione all’interno dell’atto di matrimonio che il giorno della celebrazione sarà sottoscritto dai nubendi, dai testimoni e per ultimo dall’Ufficiale di Stato Civile stesso.
Se questa era la prassi quando i registri di stato civile erano ancora su supporto fisico, ora, con l’introduzione dell’Archivio Nazionale informatizzato dello Stato Civile è necessario comprendere come l’istituto della delega debba essere gestito, al fine di verificare come alcune modalità operative possano essere oggi lette alla luce del nuovo sistema digitale.
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La delega alla celebrazione del matrimonio in altro Comune dopo il subentro in ANSC
Riflessioni sull’evoluzione dell’istituto
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