Iscrizione APR e requisiti di idoneità degli alloggi

Iscrizione APR e requisiti di idoneità degli alloggi

E’ stata presentata, alla camera dei deputati, un’interpellanza a risposta immediata (n. 3-02627, on. Giampaolo Dozzo a cui il Ministro dell’interno da dato risposta nella seduta del 28/11/2012.

Si osserva, solamente, come nella vicenda vi sia una certa quale confusione tra “essere” ed “apparire” (al pari di chi confonda “residenza” ed “iscrizione anagrafica”), ma anche un atteggiamento che ricorda pratiche di animali, tipicamente indigeni, quali lo struzzo, uccello che, trovandosi in ritenuto pericolo, pensa di farvi fronte, mettendosi in pose tali da non vederlo.

L’ipotesi su cui certe impostazioni sembrano basarsi, sono tali che, in presenza di criticità, la soluzione migliore (quanto ipocrita) sia quella di non vederle, di fingere che non vi siano. Si dovrebbe osservare come, in presenza di un alloggio che non presenti i requisiti di igienicità (ma quanti ve ne sono, nei territori, tranquillamente abitati, e non da ora? Oppure quando vi siano condizioni di sovraffollamento, ecc., non è “nascondendo le carte” che l’alloggio diviene idoneo.

Anzi, potrebbe osservarsi come, in molti casi, la pulsione sia quella del “fingo di non vedere”, ai fini di sottrarsi all’adempimento degli obblighi che conseguano (e che, probabilmente, motivano le “resistenze” di molti uffici comunali preposti alle verifiche sugli alloggi e loro condizioni), come l’adozione di ordinanze di sgombero (ne fa cenno anche il Ministro nella sua risposta) e, se previsto dalle leggi regionali in materia di E.R.P., l’obbligo di ricorrere agli istituti di c.d,. “emergenza abitativa”.

In ogni caso, le situazioni di fatto non sono modificate “fingendo” la loro inesistenza. Si potrebbe, anche, aggiungere, che una tale “finzione” possa produrre alterazioni sull’esigenza di una “regolare tenuta” delle registrazioni amministrative della popolazione sul territorio, che non risponde certo ad esigenze, con effetti su P.A. di vario ordine e diversa competenza per materia, a che vi sia una tale “regolare tenuta”.

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