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ENTI LOCALI- PERSONALE - Il personale dei Comuni per la competitività del Paese: l’occasione Recovery Plan

Il presidente dell'ANCI, in una lettera inviata al ministro della PA Brunetta, delinea le difficoltà in cui versano gli Enti locali

I Comuni potrebbero non essere in grado, allo stato attuale, di assicurare l’attuazione del Recovery Plan: gli Enti soffrono, ormai da anni, una grave carenza di personale, in buona parte da ascrivere alle normative di settore emanate negli ultimi anni, oltre che al blocco dei concorsi cagionato dal Coronavirus. Una situazione ormai insostenibile e riportata dal presidente ANCI Decaro in una lettera al ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che ha prontamente risposto e fissato l’incontro richiesto.
I dati
Decaro ha ricordato che negli ultimi 12 anni Comuni e Città Metropolitane hanno perso una parte consistente del loro capitale umano; da qui la richiesta di procedere urgentemente ad assunzioni straordinarie, con regole semplificate, di personale soprattutto dedicato al compimento del Recovery Plan. La nota allegata esordisce facendo riferimento allo stanziamento previsto dal Piano nazionale di ripresa (210 milioni) per far fronte al paino organico di assunzioni di personale a tempo determinato, da destinare al rafforzamento delle amministrazioni coinvolte nella realizzazione del Recovery Plan. L’ANCI al riguardo aveva in precedenza evidenziato la necessità che tale piano tenesse in opportuna considerazione i fabbisogni specifici dei Comuni, in modo da consentire un adeguato reclutamento di risorse.
Gli obiettivi
Il documento prosegue evidenziando la grave perdita di personale subita dai Comuni negli ultimi anni: nel 2007, infatti, la consistenza del personale comunale era pari a 479.233 unità, a fronte delle 361.745 unità in servizio attualmente: 117.500 persone in meno, con un crollo del 24,5%. Tra le cause è sicuramente da annoverare il meccanismo cd. del turnover, che vincolava le nuove assunzioni al risparmio di spesa derivante da pensionamenti e altre uscite, oramai eliminato dalla Legge di Bilancio 2019 e sostituito con una griglia di criteri collegati con lo stato dei bilanci comunali, in modo tale da consentire agli uffici pubblici in possesso di fondi sufficienti di procedere con le assunzioni. Tuttavia, tale sistema è entrato in vigore soltanto nel 2020, rimanendo impotente di fronte alle enormi ripercussioni economiche della pandemia.

>> LA LETTERA DEL PRESIDENTE ANCI DECARO
>> LA NOTA TECNICA ALLEGATA

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