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Il decreto "Degiurisdizionalizzazoine" è legge

Il decreto “Degiurisdizionalizzazoine” è legge

Il d.l. 132 del 12 settembre 2014 è stato convertito in legge con alcune modifiche che hanno ampliato la competenza degli avvocati e disciplinato diversamente la competenza degli ufficiali di stato civile: quello che conta è che, alle condizioni previste dalla normativa, le parti potranno separarsi e divorziare con negoziazione assistita da uno o più avvocati, ma  potranno farlo anche con accordo di fronte agli ufficiali di stato civile. È una innovazione di grande rilevanza in quanto trasforma una procedura giudiziale in amministrativa, con l’evidente fine di diminuire il carico di lavoro dei Tribunali nelle materie civili e di agevolare i cittadini interessati, con una procedura sicuramente più semplice, che dovrebbe comportare tempi più brevi e spese minori, considerando che non occorre più rivolgersi al giudice. Con le modifiche introdotte, sono state salvaguardate anche le preoccupazioni degli studi legali che hanno assunto un ruolo predominante nelle ipotesi di separazione e divorzio consensuale, potendo affrontare anche situazioni particolarmente complesse, con presenza di figli minori e trasferimenti patrimoniali tra i coniugi: si tratta di una scelta del legislatore che appare condivisibile, considerando che gli studi legali hanno specifica professionalità al riguardo, maturata in tanti anni di lavoro “sul campo”, con procedure che si svolgevano di fronte al giudice. È stata confermata la competenza dell’ufficiale dello stato civile, con gli stessi limiti previsti nel testo originario, aggiungendo una seconda dichiarazione dei coniugi a conferma della loro intenzione di separarsi o divorziare, con una procedura che appare equilibrata e pure condivisibile. Tuttavia, si tratta sicuramente di un carico di lavoro aggiuntivo per gli ufficiali di stato civile, che richiede adeguata preparazione ed aggiornamento per poter essere svolto al meglio, nel rispetto del dettato normativo.

Proprio questo è l’aspetto maggiormente criticabile della novità legislativa, il fatto cioè che nel prevedere nuove competenze che comportano ulteriori adempimenti agli uffici, ai quali corrispondono sgravi procedurali per gli uffici giudiziari e vantaggi anche economici per i cittadini interessati, non siano state previste modalità di formazione degli operatori, formazione assolutamente necessaria per il livello di professionalità richiesta dai nuovi compiti, che oltretutto poteva essere finanziata con la previsione di un diritto fisso da esigersi per la procedura di fronte all’ufficiale dello stato civile, corrispondente pure ad una somma esigua, ma certamente superiore all’importo di un massimo di 16 euro indicato nel testo normativo. Un importo superiore sarebbe stata sicuramente accettabile per le parti, considerando i costi ben superiori delle procedura assistita dai legali o giudiziale, avrebbe consentito di finanziare la formazione degli operatori ed incentivarli in questo nuovo servizio: non possiamo che auspicare una revisione dell’importo del diritto ora previsto.

(Fonte: “I Servizi Demografici” 11/2014)

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