I servizi demografici nel 2026: scadenze europee, riforme attese e nodi ancora aperti

Il 2026 si profila come un anno decisivo per i servizi demografici: il sito ne seguirà con attenzione le principali scadenze e i passaggi più rilevanti, offrendo per l’intero anno approfondimenti, analisi e indicazioni operative

William Damiani 7 Gennaio 2026
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Il 2026 si annuncia come un anno cruciale per i servizi demografici, tra scadenze europee, riforme legislative e consolidamento della digitalizzazione. Il completamento dell’Archivio nazionale informatizzato dei registri dello stato civile e la cessazione delle carte d’identità cartacee pongono nuove sfide operative per gli uffici comunali. Parallelamente, sono attese le modifiche al regolamento anagrafico e alla normativa AIRE, nonché la riforma del testo unico sull’elettorato attivo. Nel contempo, la Corte Costituzionale sarà chiamata a pronunciarsi in merito alla legittimità della nuova disciplina sulla cittadinanza italiana.

Si è da poco concluso un anno che ha riservato numerosi elementi di novità per i servizi demografici. Tra questi, assume rilievo centrale la riforma della disciplina in materia di cittadinanza italiana che, se da un lato ha sensibilmente ridotto la platea dei soggetti legittimati a richiedere il riconoscimento iure sanguinis — con evidenti effetti di contenimento dell’afflusso di istanze e di salvaguardia dell’operatività degli uffici — dall’altro ha introdotto non poche criticità applicative per gli ufficiali dello stato civile. Tali difficoltà emergono in particolare nella gestione delle nascite avvenute all’estero, poiché il nuovo impianto normativo subordina la trasmissione della cittadinanza italiana a una serie di condizioni specifiche, la cui verifica richiede un’attenta attività istruttoria.

Sempre in materia di stato civile, un’ulteriore novità di rilievo è arrivata dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 68 del 22 maggio 2025, che ha ammesso la formazione di atti di nascita recanti l’indicazione di entrambe le madri — biologica e intenzionale — per i bambini nati in Italia a seguito di procreazione medicalmente assistita effettuata all’estero. L’intervento della Consulta ha avuto sicuramente il merito di uniformare prassi disomogenee e di ridurre il contenzioso in tema di rettificazione degli atti di nascita. In virtù di tale decisione, gli ufficiali dello stato civile non possono più opporre rifiuto né all’iscrizione originaria della doppia maternità né al successivo riconoscimento da parte della madre intenzionale.

Il 2026 si apre come un anno di snodo: parallelamente al completamento del processo di digitalizzazione dello stato civile, ormai in fase avanzata nella maggior parte dei Comuni italiani, i servizi demografici saranno chiamati a gestire anche le ricadute operative legate alla scadenza della validità delle carte d’identità cartacee. Si delineano, inoltre, rilevanti interventi di riforma in ambito elettorale e anagrafico, cui si affianca l’attesa della pronuncia sulla legittimità costituzionale della nuova disciplina sulla cittadinanza italiana.

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