ENTI LOCALI- PERSONALE - I demografici al tempo del Covid-19: il lavoro agile

L'esempio di un ufficio demografico che ha gestito l’emergenza quasi totalmente da remoto

Dalle difficoltà nascono opportunità e forse potrà diffondersi anche nei nostri Comuni la cosiddetta pratica del lavoro agile, o smart working. Si tratta di un modo di lavorare che richiede un grosso cambio di mentalità e di metodo da parte di tutti, datori di lavoro, impiegati e, nel nostro caso, anche del pubblico.
Nel caso dei servizi demografici oltre alla doverosa tutela degli operatori, si sommano altre due esigenze: garantire la continuità del servizio, dunque evitare che gli impiegati si ammalino non solo per la loro salute, ma anche per poter garantire l’essenziale, soprattutto per ciò che riguarda gli atti di morte e gli adempimenti connessi, e tutelare gli utenti, evitando che possano contagiarsi l’un con l’altro alternandosi allo sportello o venendo contagiati dall’impiegato. Di qui l’esigenza di eliminare tutti gli adempimenti rimandabili (da cui deriva la proroga dei documenti di identità, anche se già scaduti), l’organizzazione per evitare che più impiegati possano condividere i locali, altre operazioni quali arieggiare e disinfettare i locali, stabilire dei turni, favorire il lavoro da casa e concedere quante più ferie e permessi possibili.

>> CONTINUA A LEGGERE L’ARTICOLO

Ti potrebbe interessare:

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.