Documento d’identità provvisorio: disposizioni urgenti

La circolare del Ministero dell’Interno n. 61 del 5 agosto 2026 fornisce le istruzioni applicative per il nuovo modello ufficiale del documento d’identità provvisorio, in attuazione del decreto-legge n. 108 del 26 giugno 2026 sull’efficacia dei documenti di riconoscimento

William Damiani 24 Agosto 2026
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Con le ferie di agosto, pensavamo, finalmente, di poter portare in magazzino le vecchie stampanti ad aghi, faticosamente tenute in vita nonostante l’inesorabile peso degli anni. Ma proprio quando sembrava giunto il momento di staccare per sempre la spina, ecco riapparire, quasi a sorpresa, il nuovo documento d’identità provvisorio: una sorta di gemello diverso, o meglio, di inatteso discendente di quella stessa carta che pensavamo di aver definitivamente salutato.
Del resto, se Steven Spielberg, in Jurassic Park, è riuscito a riportare in vita i dinosauri, non potevamo davvero illuderci che fossero ormai destinate all’estinzione quelle vecchie operazioni manuali di stampa e confezionamento del documento cartaceo, che pensavamo di aver finalmente archiviato.
A ben vedere, tuttavia, ciò che ritorna (o forse sarebbe meglio dire “ciò che resta”) non è tanto il semplice supporto cartaceo, quanto una ben più radicata abitudine organizzativa: quella di considerare l’ufficio comunale come l’ultimo baluardo cui rivolgersi quando l’emergenza incombe e il tempo per ottenere un documento non c’è più. Cambia il nome, dunque, ma non cambia la logica che lo accompagna: quando la CIE non può essere rilasciata in tempo utile, resta il comune a dover trovare una soluzione immediata, proprio perché dall’emissione di quel documento può dipendere la possibilità per il cittadino di non perdere il viaggio e di riuscire a salire sull’aereo ormai prossimo alla partenza. O così almeno si spera, considerato che, al momento, non vi è alcuna certezza che il documento provvisorio sia accettato nel Paese di destinazione. Lo stesso articolo 11 del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108, del resto, mette espressamente in guardia da questo rischio, imponendo al funzionario comunale di informare il cittadino che il documento potrebbe non essere riconosciuto ai fini dell’ingresso nel territorio dello Stato estero.

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Oltre le apparenze …

La circolare del Ministero dell’Interno n. 61 del 5 agosto 2026 evidenzia come il nuovo modello sia caratterizzato da requisiti di sicurezza rafforzati rispetto a quelli propri della carta d’identità cartacea, finalizzati a contrastarne la contraffazione, l’alterazione e la riproduzione fraudolenta. Si tratta di un’importante precisazione, soprattutto considerando la notevole somiglianza che il nuovo documento presenta, sotto il profilo grafico e strutturale: formato, diciture e campi destinati alla stampa richiamano infatti in maniera piuttosto evidente la vecchia carta d’identità.
Una somiglianza che non si ferma all’aspetto esteriore. La stessa circolare precisa, infatti, che il nuovo modello è compatibile con le dotazioni strumentali già in uso presso i comuni per il rilascio della carta d’identità cartacea. E così, anche sotto il profilo informatico e operativo, il rilascio del nuovo documento sembra essere meno traumatico del previsto: le software house hanno potuto adeguare le procedure già esistenti, riadattandole alle nuove modalità di rilascio, senza imporre agli uffici una radicale revisione delle dotazioni e dei sistemi già utilizzati. La stessa registrazione in ANPR non sembra destare particolari problemi, considerato che la tipologia di documento sarà riconoscibile dal numero di serie univoco che è composto da un prefisso alfabetico che parte da “BA” e da una sequenza numerica progressiva di sette cifre.
Insomma, cambia il documento, cambiano i requisiti di sicurezza, ma almeno a prima vista molte cose sembrano essere rimaste sorprendentemente familiari.
Alcuni Comuni lo hanno già rilasciato, altri lo custodiscono ormai nella cassaforte dell’ufficio, mentre molti sono ancora in attesa di ritirarlo presso la prefettura. In ogni caso, il nuovo documento d’identità provvisorio ha fatto il suo ingresso in scena e ha, inevitabilmente, portato con sé alcuni dubbi e perplessità fra gli addetti ai lavori.

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