Demografia Province 2026: crescita Nord, spopolamento Sud

Il report UPI fotografa il calo strutturale della popolazione italiana e la polarizzazione tra Nord attrattivo e Sud in spopolamento

26 Maggio 2026
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Il report UPI del 19 maggio 2026 fotografa un’Italia demograficamente fragile e sempre più divisa: la popolazione scende a 58,9 milioni di residenti, con un saldo negativo di oltre 87mila unità nel quinquennio 2022-2026. Milano cresce, Napoli arretra. Le Province italiane diventano 110 con le nuove istituzioni sarde.

Il quadro demografico nazionale al 1° gennaio 2026

Il dossier “Analisi demografica delle Province in Italia“, pubblicato dall’UPI a Roma il 19 maggio 2026 su elaborazione di dati ISTAT, restituisce la fotografia di un Paese in trasformazione. Al 1° gennaio 2026 la popolazione residente stimata si attesta a 58.942.828 unità, in calo rispetto ai 59.030.133 abitanti del 2022. Il saldo complessivo del quinquennio è negativo per 87.305 residenti, confermando una tendenza ormai strutturale.

La fascia 14-18 anni — cruciale per la programmazione scolastica delle Province — si riduce a 2.883.969 unità nel 2026, dopo il picco di 2.903.583 del 2025: una diminuzione che evidenzia gli effetti della bassa natalità e le possibili ricadute sul sistema scolastico. Il numero delle Province sale a 110, includendo le nuove istituzioni della Sardegna.

Mezzogiorno in arretramento, Centro-Nord attrattivo

L’analisi delle variazioni 2022-2026 mostra una netta polarizzazione territoriale. Le Province con il maggior decremento si concentrano nel Mezzogiorno: Napoli registra il calo più rilevante (-33.529 residenti), seguita da Palermo (-13.684), Lecce (-13.421), Potenza (-12.089) e Taranto (-11.964). Perdite significative interessano anche Reggio di Calabria, Foggia e Salerno.
Al contrario, gli incrementi si concentrano nelle Province del Centro-Nord economicamente più dinamiche:

  • Milano: +38.481 abitanti
  • Brescia: +18.602
  • Bergamo: +16.236
  • Bologna: +13.478
  • Monza e della Brianza: +12.989

Crescite rilevanti si osservano anche a Pavia, Modena, Bolzano, Parma e Roma.

Lo scenario previsionale al 2080

Secondo le previsioni Istat elaborate nello scenario mediano, la popolazione italiana continuerà a diminuire fino al 2080, con conseguenze economiche e sociali rilevanti. Il dossier UPI evidenzia tre criticità principali derivanti dal trend demografico:

  • riduzione della forza lavoro disponibile;
  • maggiore pressione sul sistema previdenziale;
  • rischio di spopolamento di molte aree del Paese.

Il quadro delineato conferma un’Italia sempre più divisa tra territori attrattivi e aree soggette a declino demografico, con un progressivo invecchiamento della popolazione che si riflette anche sulla composizione delle fasce in età scolastica.

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