Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato una Città metropolitana con una multa di 12mila euro dopo aver accertato un data breach causato dall’errata configurazione del protocollo informatico. L’errore ha reso consultabili documenti contenenti dati personali da parte di dipendenti che, per ruolo e mansioni, non erano autorizzati ad accedervi. Il provvedimento è stato adottato a seguito della notifica della violazione e di un successivo reclamo.
Accessi selettivi ai documenti
Secondo il Garante, l’ente ha violato i principi del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) relativi a integrità e riservatezza, responsabilizzazione e protezione dei dati fin dalla progettazione e per impostazione predefinita. L’Autorità ha ribadito che anche i sistemi di gestione documentale devono prevedere misure tecniche e organizzative capaci di garantire un accesso selettivo ai documenti protocollati, impedendo la consultazione da parte di personale non autorizzato. Per gli atti contenenti dati dei dipendenti, in particolare quelli legati al rapporto di lavoro, devono inoltre essere adottate procedure dedicate e riservate.
La sanzione
Nel determinare l’importo della sanzione, il Garante ha tenuto conto del fatto che già dal 2007 erano state fornite ai datori di lavoro pubblici e privati indicazioni sul corretto trattamento dei dati personali nell’ambito del rapporto di lavoro. Ha inoltre pesato la circostanza che la violazione abbia interessato tutti i dati personali transitati nel protocollo informatico, compresi dati particolarmente delicati e rilevanti anche sotto il profilo disciplinare.
>> CONSULTA IL TESTO INTEGRALE DEL PROVVEDIMENTO DEL GARANTE PRIVACY DELL’11 GIUGNO 2026
Scrivi un commento
Accedi per poter inserire un commento