Arriva il via libera della Conferenza Stato-Città alla certificazione necessaria per il riparto del fondo destinato a sostenere i Comuni negli oneri derivanti da sentenze per l’affidamento di minori.
Nel corso della riunione, l’ANCI ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del ministro dell’Interno, che definisce modalità e termini per la presentazione della dichiarazione telematica utile ad accedere ai rimborsi previsti per il 2026. La misura riguarda in particolare le spese sostenute nel 2025 dai Comuni per l’affidamento di minori e di familiari maggiorenni ricompresi nei provvedimenti dell’autorità giudiziaria, confermando così uno strumento ormai centrale per alleggerire un peso economico che da anni grava in modo significativo sui bilanci degli enti locali.
Cosa dovranno comunicare i Comuni
Anche per questa annualità, i Comuni saranno chiamati a trasmettere una serie di dati puntuali già richiesti nella precedente rilevazione. In particolare dovranno indicare gli estremi della sentenza, il numero di giorni di presa in carico di ciascun soggetto nel corso del 2025 e l’ammontare della spesa sostenuta, sia sotto il profilo degli impegni sia sotto quello dei pagamenti effettuati.
La compilazione del modello dovrà avvenire entro 30 giorni dalla pubblicazione sul sito del Ministero dell’Interno, secondo una procedura che punta a ricostruire in modo più preciso possibile il peso reale di questi interventi sociali sui conti comunali. Un passaggio tecnico, ma decisivo, perché da questi dati dipenderà la distribuzione delle risorse statali tra gli enti che hanno sostenuto i costi.
La richiesta dell’ANCI: servono risorse strutturali
Nel corso dell’incontro, al quale per l’ANCI ha preso parte il sindaco di Novara Alessandro Canelli, delegato alla finanza locale, l’Associazione ha però ribadito un punto politico e finanziario molto chiaro: l’incremento previsto per il 2026, che porta il contributo statale complessivo a 250 milioni di euro, non può restare una misura una tantum, ma deve essere consolidato e reso strutturale a partire dal 2027.
Una richiesta che nasce anche dai numeri emersi nell’ultima rilevazione: le dichiarazioni trasmesse dai Comuni per il contributo riferito al 2025 hanno infatti consentito di quantificare un onere pari a 460 milioni di euro, relativo a spese sostenute nel 2024.
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