Censimento e inclusione digitale: anziani e stranieri tra difficoltà strutturali e opportunità operative

Digital divide e partecipazione ai servizi statistici: i dati ISTAT mostrano come età e cittadinanza influenzino l’accesso al censimento online, chiamando in causa Comuni e PA su supporto e inclusione

28 Gennaio 2026
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Il rapporto ISTAT “Censimento e inclusione digitale. Anziani e stranieri tra difficoltà e opportunità del web analizza come gruppi demografici distinti rispondono al Censimento Permanente della Popolazione e delle Abitazioni quando è proposto via web o tramite canali assistiti. L’ISTAT ha sperimentato una rilevazione campionaria integrata che combina modalità online (Cawi – Computer-assisted web interviewing), interviste con rilevatore (Capi) e interviste telefoniche, con l’obiettivo di conciliare tempestività, efficienza e ampia copertura statistica.
Le famiglie campionate per l’edizione censuaria 2024 sono state quasi 1 milione e hanno mostrato un elevato tasso di risposta complessivo (86,6%), con oltre la metà che ha utilizzato autonomamente il canale web. Tuttavia, le modalità di compilazione variano sensibilmente in base all’età e alla composizione dei nuclei familiari.

Digital divide demografico: anziani e stranieri nel percorso di compilazione

Il focus dell’analisi riguarda due gruppi particolarmente significativi dal punto di vista delle disparità digitali: le famiglie composte da persone over 65 e quelle con cittadini stranieri. Se da un lato questi gruppi partecipano in modo sostanziale al censimento (ad esempio l’87,8% delle famiglie anziane ha risposto), dall’altro mostrano una propensione molto inferiore a utilizzare il web in autonomia rispetto ai nuclei più giovani o italiani.
Secondo il rapporto, solo circa 3-4 famiglie su 10 tra anziani e stranieri hanno scelto autonomamente il questionario online, preferendo invece l’intervista con operatore o telefonica. Questo comportamento riflette non solo un gap di competenze digitali di base, ma anche difficoltà operative legate all’accesso e alla familiarità con strumenti online — problematiche correlate ad un più ampio digital divide che emerge nelle statistiche sull’utilizzo di Internet in Italia, dove le competenze digitali restano disomogenee e penalizzano le fasce più anziane della popolazione.
La maggiore autonomia mostrata dalle famiglie straniere rispetto a quelle italiane (pur con livelli di partecipazione differenziati) segnala dinamiche complesse che intrecciano competenze, reti sociali e capacità di interagire con strumenti digitali.

Implicazioni pratiche per PA e professionisti demografici

L’analisi istituzionale dell’ISTAT non si limita alla fotografia delle difficoltà: propone azioni mirate per rafforzare l’inclusione digitale e potenziare la partecipazione autonoma dei gruppi meno avvezzi all’online. Riflettere sulle barriere specifiche di anziani e stranieri è fondamentale per le Pubbliche Amministrazioni – soprattutto gli uffici demografici – chiamati a facilitare l’accesso ai servizi.
Tra le raccomandazioni emergono iniziative operative quali:
formazione specifica dei rilevatori, con strumenti e linguaggi adatti ai diversi pubblici;
comunicazioni personalizzate e semplificate, anche in più lingue;
supporto territoriale, compreso un ruolo attivo dei Comuni per ospitare punti di assistenza digitale.

Per gli operatori demografici e i professionisti del settore statistico-amministrativo, comprendere e affrontare le dinamiche di inclusione digitale non è un lusso teorico, ma una leva concreta per migliorare l’efficacia della raccolta dati e l’interazione con la cittadinanza nel processo censuario e oltre.

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