CCNL Funzioni Locali 2025-2027: report sul secondo incontro

Secondo tavolo ARAN: le risorse (137 euro medi mensili a regime), la prima bozza contrattuale e le posizioni di CSA, UIL FPL e FP CGIL

19 Maggio 2026
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Il 13 maggio 2026 si è tenuta all’ARAN la seconda riunione del tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL del Comparto Funzioni Locali 2025-2027. A meno di tre settimane dal primo incontro del 27 aprile (il primo in assoluto avviato in piena vigenza del contratto precedente!) il confronto entra nella fase tecnica: il presidente dell’ARAN ha illustrato nel dettaglio le risorse economiche disponibili e presentato la prima bozza del testo contrattuale, circoscritta ai primi dodici articoli.

La trattativa coinvolge 403.617 dipendenti non dirigenti di Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Camere di commercio. L’incremento a regime è del 5,78% calcolato sul monte salari 2023, aggiornato al rialzo per tener conto degli incrementi già maturati con il rinnovo 2022-2024. La prossima seduta plenaria è convocata per il 25 maggio 2026; il 27 maggio si riunirà invece il primo tavolo tecnico dedicato ai piccoli Comuni.

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CSA Regioni Autonomie Locali: priorità all’ordinamento professionale, risorse a tutta la platea

Il comunicato del CSA Regioni Autonomie Locali, a firma del segretario generale Francesco Garofalo, ricostruisce il quadro economico illustrato dall’ARAN. L’incremento a regime del 5,78% si traduce in 137 euro lordi medi mensili su tredici mensilità, con una progressione scaglionata:
– 45 euro nel 2025;
– 91 euro nel 2026;
– 137 euro dal 1° gennaio 2027.

Le percentuali di rivalutazione: 1,80% per il 2025, 3,60% per il 2026 e 5,40% a regime, si applicano sull’intera retribuzione e non sul solo tabellare. Il fondo integrativo stanziato dalla Legge di Bilancio 2026 per il trattamento accessorio dei dipendenti dei Comuni (50 milioni per il 2027 e 100 milioni per il 2028) vale ulteriori 18 euro mensili medi a regime per il solo personale comunale. Il CSA chiede che tali risorse, opportunamente incrementate, raggiungano l’intera platea del comparto.

Sul piano rivendicativo, la priorità dichiarata è il superamento dell’ex fascia A nell’ordinamento professionale, con valorizzazione trasversale delle professionalità specifiche: amministrativi, tecnici, elevate qualificazioni, personale dei piccoli Comuni, settore educativo-scolastico, polizia locale, avvocatura, protezione civile e servizi demografici. Il sindacato segnala le difficoltà applicative della contrattazione decentrata (in particolare nei piccoli Comuni) e chiede misure di semplificazione, incluso il possibile ripristino delle interpretazioni autentiche a supporto degli Enti.

Sulla prima bozza contrattuale, il CSA evidenzia due interventi rilevanti: la riformulazione dell’art. 2, comma 6, che rafforza il legame dell’indennità di vacanza contrattuale (IVC) all’indice IPCA al netto dei beni energetici importati per evitare che il meccanismo venga sterilizzato. Altro intervento importante: la modifica dell’art. 6 sull’Organismo paritetico per l’innovazione, che consente la delega a un altro dipendente o dirigente sindacale quando le tematiche richiedano competenze tecniche specifiche. Garofalo ha espresso disponibilità alla proposta del presidente ARAN Naddeo di avviare tavoli tecnici online paralleli, a condizione che vengano stabilite priorità chiare nell’agenda.

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